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Menù delle mense scolastiche all'insegna di bio e territorio

Con l'inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico gli alunni e gli studenti potranno accedere al servizio mensa gestito dalla Comunità delle Giudicarie.

Immagine mensa scuola

La Comunità delle Giudicarie ha visto trasferite dalla Provincia le competenze dell’assistenza scolastica, che ora gestisce per conto dei 39 Comuni giudicariesi. Questo ha permesso e permetterà di programmare una serie di interventi ed iniziative maggiormente rispondenti alle necessità locali. Peraltro, è di venerdì scorso l’approvazione dell’intesa tra Provincia e Consiglio delle Autonomie Locali relativa alla gestione del Fondo Unico Territoriale che vede il trasferimento di ingenti risorse sui territori legate in particolare all’edilizia scolastica. La riforma istituzionale muove così ulteriori passi concreti, finalizzati a dare servizi sempre più vicini alle esigenze dei cittadini dei diversi territori. In vista della definizione del riparto del F.U.T. in base all’accordo tra Comuni e Comunità delle Giudicarie, da questa settimana riparte il servizio mensa gestito direttamente dalla Comunità.

Sono infatti riprese oggi, lunedì 12 settembre, le lezioni scolastiche per gli oltre 4.000 studenti iscritti agli Istituti scolastici giudicariesi. Gli alunni e gli studenti, frequentanti le lezioni pomeridiane, potranno quindi accedere al servizio mensa istituito dalla Comunità. Servizio delicato ed importante, per il supporto fornito alle famiglie nell’alimentazione equilibrata dei figli ed anche per i numeri di rilevo che caratterizzano le Giudicarie: 260.000 pasti all’anno serviti nelle 20 mense gestite dalla Comunità per dare risposta ad oltre duemila famiglie.      

Per quanto riguarda l’aspetto qualitativo del servizio, la Presidente della Comunità, Patrizia Ballardini, rileva che “Abbiamo posto massima attenzione alla qualità degli alimenti, garantendo – da parte della ditta affidataria del servizio per conto della Comunità - l’utilizzo del 100% di molti prodotti biologici, quali olio extravergine di oliva, pasta, riso, frutta, polpa di pomodoro, ortaggi,… dedicando un occhio di riguardo alle produzioni locali, non trascurando quelle a denominazione controllata e protetta ed appoggiarsi a produttori trentini per la fornitura di specifiche derrate alimentari”.

La preparazione e la cottura dei singoli alimenti seguono indicazioni di massima salubrità, privilegiando i requisiti di miglior digeribilità ed evitando soffritti, margarine e grassi. Nel confezionamento e nella preparazione dei pasti la ditta preposta al servizio non può assolutamente utilizzare prodotti precotti, preconfezionati, congelati o surgelati, fatta eccezione per le verdure ed il pesce, così come pure è vietato l’utilizzo di prodotti geneticamente modificati.

L’Assessore all’Assistenza scolastica, Flavio Riccadonna, evidenzia che “i menù sono predisposti in collaborazione con l’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari di Trento secondo le più recenti indicazioni dietetiche e sono strutturati su cinque settimane. Di particolare importanza per una corretta gestione del servizio risultano i controlli effettuati dagli incaricati dell’Ufficio Istruzione della Comunità, dai membri della Commissione di Controllo istituita presso ciascuna mensa scolastica e dagli organismi competenti (ad esempio l’Azienda Sanitaria). La Comunità sarà impegnata in futuro ad avviare  a tutti i livelli un progetto di sensibilizzazione sull’importante tema dell’educazione alimentare per bambini e adolescenti, con la presenza di esperti dietologi e destinati ad insegnanti, comitati mensa e genitori”.

Il costo del pasto a carico degli alunni è rimasto uguale allo scorso anno. La tariffa individuale viene calcolata utilizzando l’ICEF e va da un minimo di 0,74 (nel caso di redditi minimi e con almeno 6 figli) fino a 4,00 € per coloro che non hanno i requisiti per presentare la domanda di riduzione. Per usufruire della tariffa ridotta è necessario presentare tramite i CAAF abilitati l’apposita domanda. Sul sito www.icef.provincia.tn.it  è possibile simulare una prova in base al proprio reddito e patrimonio per conoscere la tariffa a cui si ha diritto. Per accedere al servizio gli alunni dovranno essere muniti dei buoni pasto acquistabili nei giorni immediatamente precedenti l’inizio del nuovo anno scolastico, presso gli sportelli delle Casse Rurali presenti nella Comunità delle Giudicarie.  

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