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Aree sciabili. Intervento di Patrizia Ballardini, luglio 2014

Aree sciabili. Riflessione importante per il territorio.

Potenziale ampliamento della Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta: questo tema ha occupato molte righe dei quotidiani locali negli ultimi mesi. Volutamente non sono intervenuta nel dibattito mediatico, limitando i miei interventi nelle sedi istituzionalmente previste, a partire dal ”Tavolo di confronto e consultazione per il Piano Territoriale di Comunità” (Tavolo Ptc), unitamente all’Assemblea della Comunità ed alla Conferenza dei Sindaci.

 

            Quanto riportato dalla stampa nei giorni più recenti, a firma di un noto giornalista locale, non mi permette, però, di dare continuità alla scelta di intervenire unicamente nei luoghi istituzionalmente deputati al confronto, ed impone una presa di posizione, per chiarire e confutare in modo deciso le illazioni e le accuse infamanti e delegittimanti che sono state portate all’attenzione dei Lettori e che sono assolutamente prive di fondamento.

 

            Solo alcune pennellate di un percorso complesso, con l’obiettivo di far comprendere ai Lettori, che sono quasi quotidianamente coinvolti in questa vicenda, gli estremi della questione, fondamentali per poi approfondire i dettagli spesso strumentalizzati.

 

            La perimetrazione delle aree sciabili rientra tra le competenze trasferite dalla Provincia alle Comunità, nell’ambito del “Piano Territoriale”, unitamente ad altri temi quali, ad esempio, le aree industriali e le grandi superfici commerciali. La Comunità delle Giudicarie ha avviato un percorso di ascolto e confronto legato al Piano Territoriale ad inizio 2011, che ha portato a costruire passo dopo passo insieme al territorio - rispettando anche quanto previsto dalla norma, che impone il criterio della progettazione allargata e partecipata - prima gli indirizzi di fondo per lo sviluppo e, quindi, l’”Accordo quadro di programma per il Ptc”. Quest’ultimo è stato sottoscritto, insieme alla ”Intesa” con il Parco Naturale Adamello Brenta, lo scorso gennaio, da parte della Comunità insieme ai Comuni delle Giudicarie, alla Provincia ed al Parco stesso.

 

            Con riferimento nello specifico alle aree sciabiliil potenziale ampliamento è emerso quale esigenza da parte del territorio, attraverso il Tavolo Ptc, che coinvolge quaranta rappresentanti degli interessi sociali, ambientali, economici e culturali delle Giudicarie (con un fronte unito e la sola contrarietà di Italia Nostra e del Parco). La Comunità, in primis attraverso la Presidente e la Giunta, si è fatta portavoce, quindi, di una precisa istanza espressa dal Territorio. Nessuna “sicumera ed ostinazione”, nessun “inchino alle lobby”, nessuna”fretta di decidere” e nessuna ”imposizione a scatola chiusa”, come qualcuno ha insinuato anche di recente su un quotidiano.

 

            L’elevata valenza ambientale e paesaggistica del contesto giudicariese, che rappresenta una risorsa unica ed eccezionale sia per la qualità della vita dei residenti che in termini di capacità di attrazione per gli ospiti e, quindi, in termini di rilevanza rispetto alle prospettive economiche e sociali del Territorio, oggi si coniuga con un sistema turistico che vede nella proposta della Ski Area numeri rilevanti: due milioni di sciatori all’anno sulle piste; 450 posti di lavoro garantiti dalle società funivie (di cui circa il 50 per cento fissi) per 18 milioni di euro all’anno di monte salari riversato sul territorio (senza riduzioni nel tempo, neanche negli anni più recenti); un indotto stimato sul territorio pari a 500 milioni di euro e circa 5.000 posti di lavoro.

 

            Da qui la delicatezza e la rilevanza della riflessioneche ha portato a decidere, proprio nell’ambito del Tavolo Ptc, in condivisione anche con il Parco, di effettuare un approfondimento mirato di tipo tecnico scientifico rispetto al potenziale ampliamento delle aree sciabili, con l’obiettivo di supportate la decisione del Territorio attraverso una valutazione degli impatti strategici, sociali ed economici, unitamente a quelli ambientali. Da questa decisione, responsabile e ponderata, è nata l’analisi affidata ad un consulente specializzato quale Agenda 21 (che, peraltro, è partner e lavora per il Parco Naturale Adamello Brenta da oltre dieci anni), disponibile sul sito della Comunità insieme a tutta la documentazione legata al Piano Territoriale (www.comunitadellegiudicarie.it).

            Le conclusioni dell’analisi condotta da Agenda 21 evidenziano quanto segue: “La proposta neve- sci è il fattore trainante dei flussi turistici e più in generale dell’economia delle Giudicarie e l'analisi approfondita anche in ambito internazionale fa ritenere che, pur con proposte complementari in crescita, la proposta sci rimarrà trainante anche nel medio termine. È necessario, quindi, continuare ad investire su questo tipo di offerta, per garantire flussi rilevanti ad esso associati e relativo indotto. .. Pertanto, se si intende supportare in maniera rilevante la competitività della Ski Area, in coerenza con l’attuale vocazione turistica, considerati i delicati equilibri ambientali e paesaggistici di riferimento, è necessario assumere iniziative che prevedano un ampliamento rilevante associato al rafforzamento effettivo del collegamento tra le tre aree presenti all’interno della Ski Area, proseguendo il percorso di confronto con la Comunità della Valle di Sole, il Parco Adamello Brenta e la Provincia Autonoma di Trento".

 

            Si riconosce infatti che il “prodotto sci”, in Italia, è un prodotto maturo che necessita di un rilancio, ma si sottolinea come vi siano opportunità interessanti legate al mercato internazionale, rispetto al quale diventa più rilevante la dimensione della Ski Areaanche tenuto conto di quanto offrono i caroselli sciistici presenti in altri paesi concorrenti. Nessuno ha mai detto che il potenziale ampliamento possa essere ”la panacea e la carta vincente per garantire il benessere e la crescita economica”. Si è constatato invece come questo possa essere uno degli elementi che può favorire la competitività del territorio in prospettiva.

 

            Per quanto riguarda nello specifico il potenziale ampliamento in area Serodoli, va precisato che questo è citato nel PUP, con un esplicito rinvio ad un approfondimento a livello di Comunità e da qui è partita la riflessione, che è attualmente ancora assolutamente aperta, alla luce delle istanze del Territorio.

 

            Con riferimento all’analisi di Agenda 21, nessuna ”contraddizione”, nessuna ”incoerenza” e tantomeno nessun ”gioco delle tre carte”. Il completamento dello studio richiesto dalla Giunta della Comunità, come ampiamente spiegato sia al Tavolo Ptc che alla Assemblea, è nato dalla esigenza di ampliare la prospettiva coinvolgendo anche la Val di Sole, per un’analisi complessiva della Ski Area; quindi dalla necessità di integrare con quanto non ancora analizzato seppure previsto sin dalla fase di affidamento dell’incarico (attrattività per l’utente dei potenziali ampliamenti della Ski Area); dall’obiettivo di approfondire peso e rilevanza di proposte alternative allo sci e dalla necessità di correggere alcuni errori materiali presenti nella bozza depositata a marzo 2014 da Agenda 21. Il documento completo, reso pubblico a maggio, è assolutamente coerente con quanto anticipato in marzo.

 

            Agenda 21 ha, quindi, lasciato al Territorio una riflessione importante, legata alle prospettive del Territorio stesso. La riflessione è in corso (e non vi è alcuna “certezza”, “ostinazione” e tantomeno “imposizione”!). Ed il Parco Naturale è tra i Soggetti più direttamente coinvolti, sin dall’inizio. Non è stata mai chiesta al Parco “un’autorizzazione a scatola chiusa” come qualcuno ha scritto. Con il Parco è stata sottoscritta un’intesa e, quindi, è stato messo a disposizione lo studio di Agenda 21, rispetto al quale il Parco potrà esprimersi in modo approfondito e completo, dando il suo contributo ad un confronto che è sempre stato trasparente, aperto e partecipato. Infine, sarà l’Assemblea della Comunità, quale espressione del Territorio, a decidere se ed in che termini tenere la strada aperta a potenziali ampliamenti delle aree sciabili, per quanto di competenza della Comunità di valle, portando poi all’attenzione della Giunta Provinciale eventuali ambiti che vadano oltre la competenza locale.

 

            Nel pieno rispetto delle prese di posizione di ciascuno, sino a quando queste sono costruttive e volte ad un confronto sereno, disponibile ad ascoltare ed a rapportarmi con chiunque ha ritenuto e riterrà opportuno approfondire evitando banali strumentalizzazioni spesso generate dalla disinformazione, rigetto invece con forza accuse ed illazioni che sono prive di fondamentoche gettano discredito sulla istituzione che rappresento senza reali motivazioni. In sostanza, chiedo rispetto per il Territorio e per la sua Voce, che la Comunità si è fatta carico di rappresentare nelle modalità istituzionalmente previste.

 

            Progettazione partecipata, approfondimento, confronto. Con il Territorio al centro, per dare una prospettiva alla nostra Comunità attraverso le difficili decisioni necessarie in un contesto delicato ed in rapida evoluzione. Queste le parole d’ordine della Comunità delle Giudicarie, che nulla, ma proprio nulla, hanno a che fare con quelle che un quotidiano ha definito azioni legate allo ”stalking” o al ”lobbying”.

Patrizia Ballardini

Presidente della Comunità delle Giudicarie

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