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La Torbiera di Fiavé

Fra le quarantadue torbiere individuate in Trentino, quella del Palù Carera di Fiavé è biotopo di preminente interesse naturalistico, geograficamente tanto più importante in quanto sito d’interesse anche archeologico: la conca è stata infatti sede di ripetuto, consistente insediamento palafitticolo preistorico su una delle antiche vie naturali alpine di comunicazione (passo di Ballino).

La località risulta costipata da sedimenti (argille marnose) di residuo mare fangoso d’Era Terziaria depositi morenici di fondo abbandonati da ghiacciai in ritiro una decina di migliaia di anni or sono; vi si è aggiunto anche materiale alluvionale, post glaciale, d’una fase lacustre d’ambiente periglaciale di poche decine di secoli anteriori all’attuale fase fluviale che ha interrato ed intasato di materiale vegetale (torba) pure altre preesistenti lame d’acqua delle Giudicarie Esteriori (vedi Lomesona, ecc.). L’esistenza di tale depressione va però riportata anche al motivo tettonico della prosecuzione verso NNE, da Dasindo (Lomaso) in direzione O, della dislocazione tettonica (Linea del Lomasone) con rigetto d’una cinquantina di metri corrispondente alla scarpata di gradino ascendente dalla piana del Lomaso.

Entro l’isoipsa 670 s.m. il bacino s’estende per circa 120 ha -54 di torbiera- con l’asse maggiore NS di circa 500 m dal piede del Dos dei Gustinaci; l’antico lago d’una profondità di oltre 20 m, non è ancora del tutto scomparso stante il continuo abbondante locale apporto sorgivo: quello medesimo che oggi permette l’alimentazione della locale attiva troticoltura e che ha limitato d’altra parte l’efficacia di intervento di bonifica a scopo agricolo.

La vegetazione acquatica periferica si è estesa riducendo continuamente la superficie acquorea là dove “in mezzo alla torbiera cinquant’anni fa vi era un laghetto ricco di pesci, in particolare di lucci, tinche e scardola” ( Baroldi L., 1893). In occasione di scavo (1853) di un canale, da parte di una società francese (Cinquen ed Ennis), inteso a ridurre la torba a tale compattezza da poter gareggiare col coke, si scopersero delle palafittefra le quali moltissimi oggetti.

Alla parte più depressa della conca torboso-palustre interrotta da cespugli di Salici (Salix cinerea), oltre il “prato umido” d’un certo ristagno e i prati falciabili più esterni del molineto in cui cresce la Gentiana asclepiadea, fa corona attualmente il bosco misto igrofilo di Faggio e soprattutto d’Abete rosso; favorito rispetto all’Abete bianco dall’intervento antropico che ha ridotto a ceduo la primigenia antica faggeta dall’altra fase climatica. Vi sono diffusi l’Ontano verde, il Ginepro nano, il Pioppo tremulo; e la flora del sottobosco è ancora molto ricca (di Erica carnea, Viola mirabilis, Cyclamen purpurescens, ecc.). Come nella Lomasona fino ad oggi sono state messe in evidenza associazioni di specie molto rare (Rhynchospora alba, Drosera rotundifolia e lungifolia - carnivore -, Liparis loeselii ed Eriophorum latifolium, Carex flava, ecc.).

Nella zona di scavo della torba si sono formati il fragmiteto e il tifeto con Thypha latifolia e Phragmites australiso canna d’acqua, fitte attorno alle pozze sulle quali galleggiano le larghe foglie della Nymphea alba dai bei fiori bianchi. Aggiungasi la presenza d’una abbondante fauna con numerosi molluschi lamellibranchi, gasteropodi ed insetti (odonati, ditteri, coleotteri ) insieme con ben sei specie di anfibi. L’insieme acquoreo e vegetazionale costituisce oasi di rifugio per specie alate sia di acquatidi (anatidi, rallidi, trampolieri) sia di passeriformi nonché di migratori.

Nonostante l’aumento storico della pressione demografica e la fame di terra da coltivare, gli interventi umani non hanno granché danneggiato le caratteristiche ambientali.

Bibliografia

- LARGAIOLLI T., MARINI M., Studio geologico applicato della zona del Lomaso    (Trentino) in “Acta geologica-Studi Trent.Sc.nat.” , 62 (1986)
- MARCUZZI G., LORENZONI G.G., DAL DOSS G., Primo contributo alla torbiera piana del Trentino occidentale (Fiavé) in “Studi Trent. Sc. nat.” ., 48 (1971) 1
- PEDROTTI F., Il paesaggio vegetale delle Giudicarie Esteriori in “Le Giudicarie Esteriori-Banale, Bleggio, Lomaso” V.1° Il territorio; ed. Cons. Elettr. Ind. Stenico, Nuova Stampa Rapida, Trento, 1987.
- PERINI R. (et altri), Scavi archeologici nella zona palafitticola di Fiavé-Carera: I, Situazione dei depositi e resti strutturali. II, Resti della cultura materiale, Coll. Patrimonio storico e art. del Trentino, Servizio Beni Culturali della Prov. Aut. di Trento, 1984 (v.1°), 1987 (v 2°).
- TOMASI G., Aspetti naturali delle Giudicarie Esteriori: v.1° Le Giudicarie Esteriori-ll territorio, Cons. Elettr. Ind. Stenico, Nuova Stampa Rapida.

Tipologia di luogo
Località turistica
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