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Il Biotopo Lomasone

Il lembo sudorientale di fondovalle nel quale si prolunga la superficie pianeggiante del Lomaso corrisponde alla pertinenza comunale distinta dal toponimo Lomasone (1). Tra le emergenze meridionali della dorsale Casale (1632 m)-Granzoline (1549)-Brento (1545)- Biaina (1413) ad E e del Misone (1803 m) ad O, la depressione del vallone Lomasone s’omologa quasi a quella di un canyon di per sé attraente; risultato questo di faglie vicarianti della Linea delle Giudicarie S, al margine occidentale dell’alto strutturale della “ruga trentina”, tra questa e il bacino di sedimentazione lombardo in antico mare mesozoico (2).

Sul fondo del Lomasone si cammina su diffuso morenico abbandonato (all’incirca 14.000 anni fa) dal ritiro dell’ultima delle grandi glaciazioni pleistoceniche (la würmiana). Nella sua individualità, stante l’omogeneità della combinazione dinamica d’elementi fisici, biologici, anche antropici, l’intero Lomasone costituirebbe nel linguaggio degli ecogeografi una geofacies; tale è già soprattutto il suo fondovalle. Questo, entro il perimetro di circa 3 Kmq circoscritto all’isoipsa 600 m.s.m., è tutto una ondulata distesa oggi per lo più prativa, interrotta da macchie di quelle conifere e latifoglie termofile le quali, più uniformemente diffuse alle falde del nudo rilievo intorno incombente, conservano la naturalità omogenea della cornice paesaggistica.

All’interesse per il patrimonio dei beni ambientali devesi il fatto che, nella metà settentrionale del fondovalle, a N dei due cordoni morenici di malga Lomasone, la parte più vasta di suolo umido sussistente è stata dichiarata biotopo soggetto a tutela (3, 4); come tale, la “Torbiera Lomesona”, in qualità di unità litologica, pedagogica, fitogeografica, che in sorta di nicchia naturale è definibile anche geobiotopo, s’estende attorno a quota 500 m.s.m. per circa 75.500 mq; è pari a poco più del 2% dell’intero fondovalle. Si tratta di un lembo di suolo a ph neutro che, lungo il torrente Dal, per circa un km di lunghezza e su una larghezza al massimo di 300 m., è caratterizzato da una copertura continua di Graminacea Molinea cerulea, mentre in qualche lama d’acqua persistente, come nei rivoli di scolo alimentati anche per via di risorgenze (ole) dalle impermeabili marne oceaniche del sottosuolo, vegetano Alghe Caracee e il Potomageton densus.

Ai margini prativi del bosco circostante non è caso infrequente avvistare caprioli, soprattutto in autunno; pare sia arrivato da N pure il cervo.

Bruno Parisi

(1) I toponimi Lomasone (della cartografia ufficiale) e Lomasona sono forme dialettali del Tennese e Rivano; in Lomaso valgono invece Lomeson (valle), Lomesona (torbiera)
(2) CADROBBI L., “Studio geotettonico dei monti a nord di Arco (Trentino meridionale)”, Centro Studi di Petrografia, Geologia del CNR/Univ. di Padova, 1958, pp.88, 1 carta geol. 1:25.000, 2 tavv. di sezione, profili
(3) Deliberazione n. 1176 del 23.10.1987 della Giunta Prov. di Trento, in Suppl. ordinario n. 2 al Boll. Uff. 15 Dic. 1987, n° 56
(4) Gruppo di Lavoro Conservazione Natura della S.B.I., Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia, 1971, Tip. Savini-Marcuri, Camerino.

Tipologia di luogo
Biotopo
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