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Passato e presente s’incontrano nel Sentiero San Vili

Aperto nel 1988 dalla S.A.T. (Società Alpinisti Tridentini), il Sentiero San Vili si snoda per quasi cento chilometri fra Trento e Madonna di Campiglio, ricalcando l’antico percorso che nel 400 d.C. portò San Vigilio - terzo Vescovo di Trento ed oggi Patrono della Diocesi -  in Val Rendena durante la sua opera d’evangelizzazione. L’itinerario percorre una serie di antichi sentieri oggi recuperati e sistemati, che la S.A.T. ha provveduto ad indicare con il classico segnavia bianco e rosso, e con numerose tabelle di legno.

Il tratto che interessa le Giudicarie parte da Deggia di San Lorenzo in Banale, nota per l’ottocentesca chiesetta della Madonna di Caravaggio e, passando per Andogno sede del dazio vescovile e Tavodo sede della Pieve del Banale, raggiunge la località Moline, antico luogo di lavorazione di metalli e prodotti alimentari con mulini ad acqua. Da Sclemo, col suo pozzo comunitario, si scende verso Stenico dominato dall’antico e rinato castello, sede di una pregevole collezione provinciale di arredi ed oggetti d’epoca. Dal rio Bianco, così chiamato per la caratteristica colorazione delle sue acque, si raggiunge il ponte sul rio Algone dove sorgeva una fabbrica di vetri. Si arriva così al piccolo e suggestivo paesino di Iron (871 m), spopolato dalla peste del 1630, per approdare a Cerana ed alla chiesa di Santo Stefano. Da qui con un sentiero in quota si arriva aLarzana (1004 m); sul rio Manéz si nota l'antica segheria veneziana del XVIIIsecolo. Giunti sul fianco meridionale del monte Bastia, sopra Preore, si possono osservare i resti di un antico castelliere romano, fatto saltare nel 1848 nel corso di una dimostrazione irredentista.

Dal Prà de l’Asan (passo Daone) si può scendere verso Tione. E’ consigliata una visita alla cinquecentesca chiesetta di San Vigilio a Vat, contrazione dialettale dal latino "vadum" (guado), posta su di uno sperone di roccia granitica, in destra del fiume Sarca, nei pressi del centro sportivo di Tione. La tradizione vuole che, proprio in questo luogo, un gorgo avrebbe fermato il corpo di San Vigilio, lapidato nel V secolo dai pagani a Mortaso. A poca distanza si trova Tione, importante punto di convergenza delle Giudicarie Esteriori, del Chiese e della Rendena. Una passeggiata per questo borgo abitato fin dall’epoca dei Galli Cenomani (III secolo a.C.) ed una visita all’antica Pieve dell’Assunta, anteriore l’anno Mille, porterà alla scoperta di antichi rioni e scorci caratteristici.

Il Sentiero San Vili, scendendo dal Prà de l’Asan, prosegue verso la Val Rendena raggiungendo la località Casarole (1192 m), dove ripidi e secchi tornanti portano al ponte sul fiume Sarca a Vigo Rendena. Con una piccola deviazione si passa a Darè per ammirare Casa Cüs, tipico esempio dell’architettura rendenese e, sulla vecchia strada imperiale che collega Vigo Rendena a Pelugo, si trova il "Capitello delle quattro facce"costruito nel 1348 ed ampliato nel 1630, periodo della peste. A Pelugo merita una visita la chiesa diSant’Antonio Abate che giace solitaria al centro della piana alluvionale del fiume Sarca, abbellita dagli affreschi dei Baschenis e dallo slanciato campanile in granito.

Nei pressi della località Màsere si percorre la pista ciclabile della Val Rendena nel tratto Pelugo-Ches-Bocenago. Lungo il tragitto, a Spiazzo, si incontra antica Pieve di Rendena con la cappella di San Vigiliobenedetta il 26 giugno 1895, sorta sul luogo dove la tradizione vuole sia stato martirizzato San Vigilio. ABocenago, sul terrazzo dietro la chiesa di Santa Margherita (autentico gioiello d’arte), si osserva il nuovo campo da golf Val Rendena, godendo una splendida vista sulla vallata. Superati i masi di Caderzone,costeggiando gli impianti sportivi in località Pineta, si giunge a Pinzolo, il paese più importante della Rendena, nota e rinomata stazione alpinistica e sciistica. Merita una visita la chiesetta di San Vigilio, documentata prima del Mille. Sulla facciata meridionale della chiesa domina il "Ballo della morte" o Danza macabra, dipinta nel 1539 da Simone Baschenis de Averara. L’affresco occupa tutta la lunghezza della facciata (21 m) e l’azione si svolge da sinistra verso destra.

Dalla Pineta si arriva a Carisolo in località Magnabò. Prendendo a sinistra si può visitare il santuario dellaMadonna del Potere, nato da un’edicola cinquecentesca, con un affresco raffigurante la Vergine col Bambino. In alto, sulla nuda roccia, si vede la chiesetta di Santo Stefano posta all’imboccatura della Val Genova. Riccamente affrescata dai Baschenis, questa chiesetta all’esterno mostra la Danza mcabra, al suo interno custodisce molti affreschi tra cui "la leggendaria spedizione di Carlo Magno". Da ponte San Nicolò a Carisolo, per la vecchia strada di Campiglio, si giunge a Sant’Antonio di Mavignola (1122 m), base per molte ascensioni nel Parco Naturale Adamello Brenta (Valli d’Agola e Brenta). Proseguendo si arriva a Madonna di Campiglio, notissima stazione turistica adagiata nella bellissima conca verde, incastonata tra il Gruppo di Brenta e gli eterni ghiacciai dell’Adamello e della Presanella. Giovanbattista Righi di Strembo prima e Franz Joseph Österreicher poi, fecero nascere un centro di fama europea. Il sentiero San Vili termina alla splendida chiesetta alpina, in perfetto stile neogotico-tirolese, dedicata a Santa Maria.

Tipologia di luogo
Sentieri e Itinerari
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