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L’anima di un popolo nel Sentiero Etnografico di Rio Caino

Cimego, lungo il percorso del Rio Caino, gli elementi che guidano alla scoperta delle radici etnografiche delle Giudicarie sono l’acqua, il fuoco, il legno, la pietra, il ferro, impreziositi dalla tradizione, dalla storia e dalla leggenda.
In sinistra del fiume Chiese, una serie di spazi tematici conducono i visitatori nei luoghi del passato, dove la coltivazione del grano nel campo, la raccolta delle erbe velenose e medicamentose ed il taglio del legname nel bosco, sono i segnali di una vita in simbiosi con la natura. Da quest’intimo legame nasce lo sfruttamento dell’acqua, che diventa la forza motrice nel mulino a pietra da cui nasce una grezza farina che è lavorata in loco. È la stessa acqua che nella fucina muove il maglio, dove il fabbro domina il fuoco e modella il ferro. Queste fiamme ci riportano al Medioevo, dove streghe ed eretici erano mandati al rogo in nome della fede. Qui aleggia lo spirito di Fra Dolcino e della sua compagna Margherita, portati al rogo per aver cercato di riformare la Chiesa.

Il nostro filo d’Arianna è il Sentiero che, salendo nel bosco, ci avvicina al duro lavoro del boscaiolo che abbatte le piante, le taglia e le accatasta e, durante l’inverno, le fa scivolare a valle nel canalone (tof) o nell’apposita canaletta di scarico (soenda). Ipunti panoramici di questo percorso sono rappresentati dai camminamenti e dalle trincee della Grande Guerra. La ricostruita baracca militare e gli avvallamenti segnati dal filo spinato riportano ad una guerra di posizione, fatta di repentine conquiste e di lunghe attese, scrutando i movimenti dei nemici sul versante opposto.

Pochi metri e si avverte il frenetico e fumoso lavoro del carbonaio che, trasformando la legna in carbonella, riforniva le fucine sottostanti. Seue la calcinaia (calchera) dove i sassi calcarei erano bruciati per produrre la calce usata nella costruzione delle case. La salita al limite del bosco ci porta alla malga ed al pascolo di montagna, dove la lavorazione del latte in formaggio è intervallata dal controllo delle vacche e dalla difesa del prato dall’avanzare del bosco.

Scendendo sul versante più esposto si incontra il roccolo, in posizione strategica per intercettare il volo migratorio degli uccelli. Qui due sistemi di reti, intrappolavano i volatili di passaggio, richiamati da uccelli in gabbia.
Il rientro impone una visita al paese di Cimego, composto di grandi case con lunghi ballatoi per essiccare i cereali. Ne sono un bell’esempio la rustica Casa Marascalchi e l’antica e nobile contrada di Quartinago.

Tipologia di luogo
Sentieri e Itinerari
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