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I Palazzi Signorili

I palazzi che si segnalano sono quattro, di cui due nella Valle del Chiese, uno nella Val Rendena e uno nelle Giudicarie Esteriori. Naturalmente, si tratta di casi eccellenti di palazzo, perché molti altri palazzi sarebbero pure segnalabili, o almeno elencabili, in quasi tutti i centri giudicariesi, anche in quelli più sperduti: ma non è questo lo scopo della presente trattazione, tesa ad evidenziare sia per i palazzi che per i castelli l’eminenza piuttosto che la loro diffusività o capillarità sul territorio giudicariese.

Il più antico palazzo signorile è il Lodron-Bertelli di Caderzone in Val Rendena, risalente al XIV secolo, epoca di bui contrasti feudali. Seguono i due palazzi della Valle del Chiese, il palazzo Bavaria di Lodrone e il palazzo Lodron del Caffaro, ambedue risalenti al XVI secolo, l’età che rappresenta l’apice della potenza lodroniana nel Chiese e anche l’acme della civiltà del Rinascimento. Alquanto più recente, alla metà del XIX secolo, la Villa de Lutti di Campo Lomaso, una tipica villa ottocentesca in stile lombardesco su impianto precedente.

I tre palazzi della Rendena e del Chiese hanno una comune appartenenza, almeno come origine, nella nobile famiglia dei Conti Lodron, dopo il 1361 suddivisi nei due rami dei Lodron di Castel Romano e Lodron di Castel Lodrone che dominarono l’area del Chiese e in parte la Rendena, prima di spostarsi nella Val Lagarina. 
La Villa de Lutti è invece appartenuta alla nobile famiglia de Lutti, originaria di Poia e poi emigrata a Riva del Garda, mantenendo solide radici sociali, culturali, economiche nelle Giudicarie.

Tutti e quattro i palazzi signorili, pur se di epoche differenti, sono lo specchio della loro età, grazie alla ricchezza del patrimonio artistico che contenevano (e ancora in parte contengono tuttora): Palazzo Lodron-Bertelli è uno splendido palazzo nobiliare derivato da un edificio a torre-castello precedente, tipico dei secoli feudali più ferrigni; Palazzo Bavaria di Lodrone e, ancor più, Palazzo Lodron del Caffaro rappresentano ottimi esempi di architettura rinascimentale italiana, molto diversa tra l’altro dalle più asciutte linee dell’architettura trentina del periodo; Villa de Lutti di Campo Lomaso a sua volta rappresenta in pieno le idealità letterarie e nel contempo patriottiche del Romanticismo ottocentesco, non disgiunte dall’economia dei ceti liberal-borghesi del periodo, e in questa veste è assunta a simbolo in Trentino di architettura lombardesca e neoclassica, in un edificio che con il suo salotto letterario inaugura il turismo romantico.

Tipologia di luogo
Palazzo
Collocazione geografica

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