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I Castelli

I castelli giudicariesi tuttora esistenti e chiaramente identificabili sono otto, tre nella Val del Chiese e cinque nelle Giudicarie Esteriori. Ma esistono altre decine di castelli ricordati in documenti d’archivio, in leggende o racconti popolari, in dati testamentari, di cui a volte è difficile perfino la esatta localizzazione.

I castelli della Val del Chiese hanno tutti la medesima caratteristica di rientrare nei possedimenti dei Conti Lodron, i veri dominatori incontrastati delle Giudicarie Interiori e anche dei territori finitimi. Per questo però devono lottare a lungo contro gli Arco e altre casate nobili, contendendo loro il predominio sulle Giudicarie intere.

Il Castello di San Giovanni di Bondone è infatti appartenuto da sempre ai Lodron di Castel Lodron, anche dopo la spaccatura con i Lodron di Castel Romano (1361), insieme con la loro sede castellana principale, il Castello di Santa Barbara di Lodrone. Dallo spuntone di roccia dominante la Valle del Chiese e il lago d’Idro fino alle Dolomiti di Brenta e rispettivamente dalla costa selvosa sul monte sopra Lodrone e Darzo, i due castelli dei Lodron hanno fatto buona guardia per secoli sui territori dominati dalla casata, posti ai confini estremi del principato vescovile di Trento. Ristrutturato di recente San Giovanni, ridotta a ruderi Santa Barbara, ambedue i complessi castellani denotano più che caratteristiche residenziali uno spiccato taglio militare. Più articolata la storia di Castel Romano a Por (Pieve di Bono), una delle più interessanti fortezze medioevali in Trentino; dapprima degli Appiano (come Castel Tenno), poi degli Arco, infine passa ai Lodron, con Pietrozoto, fondatore della potenza lodroniana fatta di valorosi condottieri, ma anche di ferocia sfrenata, tanto da far definire Castel Romano in un memoriale del tempo come di una “spelunca latronum”, una spelonca di ladroni.

Più complessa la situazione castellana nelle Giudicarie Esteriori, dove non esiste mai la supremazia d’una sola casata, ma s’intrecciano varie correnti e dinastie, spesso accavallate le une sulle altre, dagli Arco ai da Campo, senza contare la massiccia presenza del principe-vescovo di Trento.

Il capostipite castellano è senza dubbio il Castello di Stenico, risalente come fortezza medioevale al secolo XIII ma legato comunque a un preesistente castelliere preistorico: dapprima infeudato alla famiglia locale dei Bozone, passa poi al principe-vescovo e quindi è trasformato in caposaldo luogotenenziale del principato tridentino fino al XIX secolo, simbolo del potere centrale in un’area che da sempre recita un ruolo primario per la strategia regionale. La storia di Stenico è quindi la storia dei principi-vescovi che vi risiedono per lunghi periodi, provvedendo ad ampliare, abbellire, restaurare di continuo il castello, da Hinderbach al Clesio.

Rappresentante dell’evoluzione da castelliere a rifugio comunitario, da castello medioevale vero e proprio a dimora gentilizia e quindi a palazzo romantico, Castel Campo è usurpato dalla nobile famiglia dei da Campo, in lotta perenne con i Lodron e gli Arco, possessori anche di Castel Toblino (vedasi l’analoga torre doppia). Nel 1448 i da Campo si estinguono. Analoga l’origine dell’altro castello lomasino,Castel Spine (Vigo Lomaso), in questo caso usurpato alla comunità dagli Arco, investiti per difendere i beni dai Lodron nel 1205. Spine nasce sulle ceneri di un distrutto castello comunitario, Comendone.

Più lineare la storia del castello bleggiano, Castel Restor (Vergonzo), in quanto nel 1265 Federico d’Arco è investito del Dosso della Vedova per costruirvi il castello contro gli attacchi dei da Campo. Con Castel Spine forma la base della potenza arcense in terra giudicariese. Infine, nel Banale, Castel Mani (San Lorenzo in Banale) ha la particolarità di essere sempre appartenuto ai principi-vescovi di Trento, a parte la parentesi del 1207, quando gli Arco sono investiti della giurisdizione del Banale: ha un valore strategico sulla “via di San Vili” che con il tempo viene meno.

Tipologia di luogo
Castello
Collocazione geografica

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