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Il territorio

Parco Naturale Adamello Brenta

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Il Parco Naturale Adamello Brenta nasce non solo per conservare e proteggere l’ambiente naturale, ma anche per educare e per sostenere la ricerca scientifica, con lo scopo di migliorare la convivenza tra ambiente naturale e attività umane. Alla gestione del Parco contribuiscono le rappresentanze di tutti i Comuni dell’area protetta e del mondo ambientalista, venatorio, alpinistico, scientifico.

Il Parco Naturale Adamello Brenta nasce non solo per conservare e proteggere l’ambiente naturale, ma anche per educare e per sostenere la ricerca scientifica, con lo scopo di migliorare la convivenza tra ambiente naturale e attività umane. Alla gestione del Parco contribuiscono le rappresentanze di tutti i Comuni dell’area protetta e del mondo ambientalista, venatorio, alpinistico, scientifico.

Il Piano del Parco, una vera e propria legge interna, fornisce le indicazioni, stabilisce le regole e i comportamenti necessari per raggiungere gli scopi prefissati. Per una gestione più attenta e calibrata il territorio è articolato in riserve integrali, guidate e controllate, secondo diversi gradi di protezione.

Il Parco Naturale Adamello Brenta è la più vasta area protetta del Trentino: nei suoi 618 kmq comprende ad occidente la porzione trentina del massiccio granitico dell’Adamello e della Presanella e ad oriente l’intero gruppo delle Dolomiti di Brenta.

Il settore dell’Adamello-Presanella è ricchissimo di acque superficiali, alimentate da ghiacciai, che formano suggestive cascate e numerosi laghi alpini. Le sue cime, tra le quali si ricordano la Presanella (3558 m), il Carè Alto (3463 m), il Monte Fumo (3409 m) ed il Corno di Cavento (3406 m), fanno da corona alla Val Genova, autentico gioiello naturalistico, battezzata dai primi esploratori"la Versailles italiana" per l’abbondanza delle sue acque. A sud-est la Val di Fumo,modellata dal passaggio dei ghiacciai, custodisce tra i suoi pascoli alcune piante secolari, considerate dei veri e propri monumenti vegetali.
Il Gruppo di Brenta è invece una successione di cime, guglie, torrioni secondo gli schemi della fantasiosa architettura dolomitica, dove le acque scorrono soprattutto in vie sotterranee che l’erosione ha scavato nella roccia. Tra le cime spiccano la Cima Tosa(3173 m), la Cima Brenta (3150 m) e il suggestivo Campanil Basso (2883 m). La valle più conosciuta di questo settore è la Val di Tovel, che custodisce l’omonimo lago, noto a livello internazionale per lo straordinario arrossamento delle sue acque: attualmente il fenomeno, dovuto alla presenza di un’alga microscopica, non si verifica più da anni, è al centro di approfonditi studi e ricerche scientifiche.

Il Parco offre un’enorme varietà di paesaggi: la presenza di laghi, cascate e zone umide, alternate a foreste e pareti rocciose, aumenta la varietà non solo ambientale ma anche vegetazionale e faunistica. A questo si aggiungono eventi come le glaciazioni che hanno condizionato l’evoluzione della flora, isolando in zone circoscritte alcune specie, ora particolarmente rare e pregevoli. Il Parco, per la sua posizione geografica, è ricco di questi endemismi: la stella alpina, uno dei fiori più rappresentativi della montagna, la linnea boreale, meno noto ma molto più raro (limitata alla Val di Tovel e alla Val Genova), la primula daonensis. Per quanto riguarda la vegetazione arborea, si può dire che sono presenti tutte le specie forestali dell’arco alpino, dalle essenze più termofile come laroverella – e perfino il leccio nella zona di Nembia – a quelle più montane come il pino cembro, localizzato nel settore occidentale del Parco. 
La ricca fauna dell’arco alpino è ben rappresentata: nel Parco vivono circa 7.000camosci, 5.000 caprioli e un migliaio di cervi. Anche lo stambecco, da tempo scomparso, è stato reintrodotto dal 1995 in fasi successive nella zona occidentale. Il gipeto è saltuariamente presente, in transito dai siti di nidificazione. L’aquila reale è presente con 13 coppie e ben distribuita su tutto il territorio, assieme ad altri rapaci diurni– poiana, astore, sparviere, falco pecchiaiolo, gheppio e falco pellegrino – ed i rapaci notturni – allocco, gufo comune, gufo reale, civetta capogrosso, civetta nana.
Ma l’animale più significativo è l'orso bruno, simbolo del Parco, presente con gli ultimi esemplari autoctoni delle Alpi. Per salvare questo piccolo nucleo di orsi dall’estinzione, il Parco ha attivato un piano di reintroduzione, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Provincia Autonoma di Trento, che ha visto il rilascio, iniziato nel ’99, di alcuni esemplari provenienti dalla Slovenia. Le reintroduzioni si sono concluse nella primavera 2002 con la liberazione di altri tre orsi, gettando così le basi, assieme agli altri sei già presenti, per una popolazione stabile in grado di autosostenersi. Approfonditi studi preliminari hanno evidenziato come il territorio del Parco e, più in generale, del Trentino sia ancora in grado di offrire habitat adatti ad un animale esigente come l’orso bruno, ma proprio per questo indice di naturalità e buone condizioni ambientali.

Nel territorio del Parco la Storia è presente non solo nei musei a tema (Museo della guerra adamellina di Spiazzo), ma lungo i sentieri, tra segni inconfondibili di trincee, resti di baraccamenti, postazioni militari e perfino vecchi cannoni. Italiani e Austro-ungarici si affrontarono a lungo sulle creste dell’Adamello, dove correva il confine di Stato, combattendo la durissima "Guerra Bianca". Carè Alto, Mandrone, Lobbie, con i rispettivi rifugi, sono tappe emozionanti e uniche anche per questo.
Per mettere in pratica gli obiettivi di divulgazione e conoscenza dei principali aspetti dell’ambiente Parco sono stati aperti i Centri Visitatori, che approfondiscono e trattano alcuni temi specifici: la fauna (Daone), l’orso (Spormaggiore), mentre altri sono in corso di realizzazione. A Spormaggiore, nel cuore dell’areale storico dell’orso, è inoltre possi-bile visitare l’area faunistica, ampio recinto dove vivono alcuni esemplari in cattività .
Il Parco possiede una nuova foresteria a S. Antonio di Mavignola, in grado di ospitare gruppi e scolaresche, a cui sono rivolti specifici programmi didattici. Durante il periodo estivo sono molte le iniziative promosse a favore dei turisti, come escursioni guidate e serate informative.

La cartina del Parco

Sede Parco Adamello Brenta
Via Nazionale, 24 - 38080 Strembo
tel. 0465/806666 fax 0465/806699
www.pnab.it  (apre il link in una nuova finestra)
info@pnab.it
Il Centro Visite di Daone
La fauna del Parco Naturale Adamello Brenta
Il Centro Visite si trova presso il Municipio di Daone (che è facilmente raggiungibile da Tione lungo la strada per Brescia S.S. 237). 
Aperto nel periodo estivo e durante l’anno su prenotazione per gruppi e scolaresche.
Per informazioni rivolgersi al Centro Visite (0465/674989), al Consorzio Iniziative e Sviluppo (0465/622075) o alla sede del Parco Naturale Adamello Brenta.
Il Centro Visite di Spormaggiore
"OrsO" - Il signore dei boschi
Spormaggiore è raggiungibile in pochi minuti dall’autostrada del Brennero A22, uscendo a San Michele all’Adige, tra Trento e Bolzano. Si può arrivare anche da Tione e da Cles. 
Aperto nel periodo estivo e durante l’anno su prenotazione per gruppi e scolaresche.
Per informazioni rivolgersi al Centro Visite (0461/653622), alla Pro Loco di Spormaggiore (0461/653555) o alla sede del Parco Naturale Adamello Brenta.

Fotografie del Parco Naturale Adamello Brenta