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Il territorio

Le invasioni barbariche

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Lasciato un argomento considerato, in un certo senso, fondamentale per l'evolversi delle popolazioni giudicariesi, seguendo il naturale succedersi dei secoli ci si accosta ad un altro periodo, purtroppo ancora lontanissimo dalla conoscenza popolare, ma indubbiamente d'importanza sostanziale per capire il consolidarsi delle singole comunità nelle vallate della Sarca e del Chiese (nonché dello stesso Trentino).

Si tratta di quei cinque secoli in cui le popolazioni precedenti - Reti, Cenomani, Romani - vengono coinvolte da quei movimenti di popoli europei che la storiografia ufficiale ha fino ad oggi definito invasioni barbariche. Gianni Poletti scrive che «il periodo che seguì la cristianizzazione della zona alpina è fra i più tristi e certo il più confuso della nostra storia», ma subito dopo deve ammettere che «con la discesa dei Longobardi in Italia, nel 568, inizia un periodo di oltre duecento anni che è importantissimo per la storia delle Giudicarie».

Questo - secondo il Benvenuti - il succedersi dell'affacciarsi delle varie popolazioni non romane, in quei secoli, nel Trentino: 500-539 i Goti (Ostrogoti); 539 i Bizantini, i Franchi ed i Baiuvari; 569-774 il Trentino ducato longobardo; 577 sacco di Trento ad opera di Cranmichi, duca dei Franchi; 774 il Trentino marca carolingia; 2 febbraio 962 fondazione del Sacro Romano Impero di Germania. (…)
In merito agli ultimi secoli del primo Millennio d.C., Paolo Scalfi scrive: «I Longobardi lasciarono profondi segni del loro potere, specie nei toponimi ed in molti vocaboli di derivazione longobarda; inoltre tollerarono che gli abitanti della Penisola - e quindi anche del Trentino - conservassero le leggi romane e mantenessero i loro costumi». Pertanto un Millennio dalle grandiose trasformazioni, che si conclude con il feudalesimo, così che anche il Trentino si trasforma da ducato longobardo in marca carolingia.

La presenza dei Carolingi in Giudicarie (ipotizzato persino il leggendario passaggio dello stesso imperatore Carlo Magno) è documentata dai dipinti bascheniani, in quella famosa Leggenda affrescata sull'interna parete di fondo della chiesetta aprica di Santo Stefano di Carisolo. In essa si leggono i Previlegij relativi alle indulgenze concesse dall'autorità ecclesiastica tra gli anni 773-774 d.C., trascritti sulla citata parete, secondo il testo trovato in una pergamena del 1429 da un discepolo della bottega bascheniana dopo l'ampliamento della chiesetta nel 1550. (…) Altrettanto interessante l'affermazione di Nepomuceno Bolognini che all'argomento dedicò più d'una delle sue documentatissime pagine di cultura giudicariese; egli scrive nel 1881: «Oserei dire di essermi vieppiù confermato nell'opinione che l'escursione di Carlomagno narrata dalla Leggenda [di Carisolo] sia proprio avvenuta e precisamente al tempo della prima calata dell'eroe in Italia negli anni 773-774».

Questo particolare periodo storico è stato ritenuto talmente interessante che, proprio agli inizi del terzo Millennio, sono stati ripresi indagini e studi (estesi pure ad altre aree dell'arco alpino, specie della Val Camonica) da parte di un apposito Comitato, con sede a Carisolo.

Va, tuttavia, sottolineato che una più attenta indagine/analisi sull'influenza che hanno avuto i cinque secoli della seconda metà del primo Millennio d.C. sulla struttura sociale delle genti giudicariesi, potrebbe davvero portare alla luce elementi di un'importanza eccezionale per meglio comprendere situazioni ancora oggi non chiare del nostro passato, ma che hanno la loro ricaduta sia sul nostro presente che sul nostro futuro.