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Il territorio

L'annessione all'Italia

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Ormai siamo alla storia di oggi, in gran parte vissuta dalla maggioranza dei Giudicariesi viventi. E' datata 3 novembre 1918 l'entrata delle truppe italiane anche in Giudicarie e la conseguente annessione al Regno d'Italia con tutte le storiche conseguenze.

Un'immagine di quella drastica svolta storica la troviamo in uno studio di Andrea Leonardi, il quale così si esprime: «I lunghi anni del primo conflitto mondiale, che videro vaste aree del Trentino teatro delle ostilità belliche, lasciarono un pesante segno sull'economia locale, riscontrabile non solo nelle distruzioni e nei danneggiamenti materiali - [pensiamo, in Giudicarie, alla Val del Chiese!] - ma anche nel crollo di ogni attività produttiva. All'indomani della cessazione del conflitto, dunque, la popolazione locale si trovò a dover affrontare l'opera di ricostruzione e di recupero delle proprie capacità produttive, in un contesto, tanto istituzionale, quanto economico, che vedeva sconvolto ogni precedente equilibrio».

Le Giudicarie, ancora più impoverite di prima, ricominciarono a vivere l'odissea dell'emigrazione: un fenomeno che segnò sia il primo dopoguerra (1920-1940) sia il secondo (1945-1960) con un'altra infinità di Vie Crucis che meriterebbero di non essere dimenticate, specie nel loro aspetto di sofferenza fisica e morale, sopportata con grande dignità e senza pubblici riconoscimenti ad ogni singola persona rimasta dimenticata nell'anonimato. In quei decenni imperò l'era fascista, con le impensabili trasformazioni sociali, ma anche con la terribile crisi mondiale degli anni '30 e con l'abolizione della rappresentanza comunale e del capocomune, sostituito dal podestà, e la conseguente limitazione delle autonomie locali. In quest'ambito da segnalare la riunificazione di gran parte dei Comuni piccoli in nuovi Comuni più grandi.

Non certo dimenticati, specie dagli anziani e soprattutto dai reduci, i terribili e lunghi anni di guerra in Africa (1935-1936), in Spagna (1936-1939) e soprattutto nel secondo conflitto mondiale (1940-45): in moltissime famiglie rimangono diari, corrispondenze, cimeli, ricordi, dolori e sofferenze difficili da cancellare.

Importante il ritorno all'autonomia regionale (1948) e provinciale (1972) e la ricostituzione di quasi tutti i Comuni autonomi (anni '50) precedentemente unificati dal regime fascista. Quindi la proclamazione della Repubblica, la ricostituzione dei partiti politici secondo i princìpi e con i sistemi propri della democrazia, ed il conseguente nuovo modo di governabilità della cosa pubblica.
A livello amministrativo assai rilevante l'istituzione, nel 1953, dei due Consorzi dei Comuni (BIM) nell'ambito dei due bacini imbriferi del Sarca (con sede a Tione) e del Chiese (con sede a Condino) e del Comprensorio delle Giudicarie con sede a Tione (anni '70).

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A corredo storico può risultare di un certo interesse comparare analiticamente l'alternarsi politico dell'istituzione dei Comuni amministrativi, i quali possono variare a seconda dei princìpi che regolano la concessione e l'assetto di uno Stato. Nel nostro caso si constatano sostanziali differenze: sotto l'impero austroungarico i Comuni amministrativi delle Giudicarie erano 64 (rimasti tali fino agli anni '30); il fascismo li aveva ridotti a 16 (più Turano per l'intera Valvestino, la quale nel 1934 passerà alla provincia di Brescia); l'autonomia regionale li portò agli attuali 40. (13)

Periodo asburgico - Capitanato distrettuale di Tione (n. 64 Comuni)
Giudizio distrettuale di Tione, Comuni 27: Bocenago, Bolbeno, Bondo, Borzago, Breguzzo, Caderzone, Carisolo, Darè, Fisto, Giustino, Javrè, Lardaro, Massimeno, Montagne, Mortaso, Pelugo, Pinzolo, Preore, Ràgoli, Roncone, Saone, Strembo, Tione, Verdesina, Vigo Rendena, Villa Rendena, Zuclo.
Giudizio distrettuale di Condino, Comuni 22: Agrone, Armo, Bersone, Bollone, Bondone, Brione, Castello, Cìmego, Cologna, Condino, Creto, Daone, Darzo, Magasa, Moerna, Persone, Por, Praso, Prezzo, Storo, Strada, Turano.
Giudizio distrettuale di Sténico, Comuni 15: Andogno, Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Campo, Comano, Dorsino, Fiavé, San Lorenzo, Lundo, Premione, Sclemo, Seo, Sténico, Tavodo, Villa Banale. 

Periodo fascista - Mandamento di Tione (n. 16 Comuni)
Val Rendena e Busa di Tione, Comuni 8: Bondo-Breguzzo (anche per un brevissimo periodo Comune d'Arnò), Pinzolo, Ràgoli, Spiazzo, Strembo, Tione di Trento, Vigo Rendena, Villa Rendena.
Val del Chiese e Valvestino, Comuni 4: Condino, Pieve di Bono, Roncone, Storo (più Turano fino al 1934).
Giudicarie Esteriori, Comuni 4: Bleggio, Lomaso, San Lorenzo in Banale, Stenico.
Periodo attuale - Comprensorio delle Giudicarie (n. 40 Comuni)
Val Rendena, Comuni 12: Bocenago, Caderzone, Carisolo, Darè, Giustino, Massimeno, Pelugo, Pinzolo, Spiazzo, Strembo, Vigo Rendena, Villa Rendena.
Busa di Tione, Comuni 8: Bolbeno, Bondo, Breguzzo, Montagne, Preore, Ràgoli, Tione di Trento, Zuclo.
Val del Chiese, Comuni 13: Bersone, Bondone, Brione, Castel Condino, Cìmego, Condino, Daone, Lardaro, Pieve di Bono, Praso, Prezzo, Roncone, Storo.
Giudicarie Esteriori, Comuni 7: Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Dorsino, Fiavé, Lomaso, San Lorenzo in Banale, Sténico.

(13) I 24 Comuni mancanti non ne richiesero la rifondazione (Borzago, Darzo, Saone, Comano, ecc.)

(Le note a pié di pagina sono a cura di Paolo Scalfi Bàito).