Ti trovi in:

Home » Il territorio » Storia e geografia » Storia » Invasioni e passaggi di eserciti

Menu di navigazione

Il territorio

Invasioni e passaggi di eserciti

Immagine decorativa

Forse troppo frettolosa e generica l'affermazione relativa alla mancanza di “scossoni” durante gli otto secoli di dominio vescovile in Giudicarie. Infatti si ha memoria storica, in terra giudicariese, di “truppe straniere”, il cui passaggio nei nostri paesi ha lasciato dolorose conseguenze nella vita già grama delle nostre popolazioni.

In un "Estratto di Gemme Trentine" (Numero Unico, 1950) a firma di G.T. trovo scritto: «Intorno al 1300 [in Giudicarie] successero incessanti lotte fra i Conti d'Arco ed i Conti di Lodrone (…); da quest'epoca in poi vari documenti confermano l'avvicendarsi di guerre tra i vari Castellani, con sovente presenza degli Scaligeri di Verona, dei Duchi d'Austria, dei Visconti di Milano e della Repubblica Veneta. I dati storici annotano: 1398, guerra seguita da pace fra i Conti d'Arco ed il Vescovo Giorgio I; 1407, Federico duca d'Austria occupò Trento ed elesse quale suo Vicario nelle Giudicarie il conte Paride di Lodrone; 1423, essendo vescovo di Trento Alessandro di Mazovia, si riaccende la guerra fra il Vescovo sostenuto dai Conti d'Arco contro i Lodroni». Queste annotazioni possono costituire quasi un cappello alle vere e proprie invasioni da fuori, che coinvolsero tutto o in parte il nostro territorio.

Era l'anno 1438: si era riaccesa animosamente la lotta fra la Repubblica di Venezia ed i Visconti di Milano, nella quale, per i Veneziani, avrà una parte determinante Erasmo da Narni (1370-1443), detto il Gattamelata, fra le cui gesta resta immortalato - con una lapide sul Municipio di Tione - il suo passaggio in Giudicarie, nel tragitto da Brescia a Torbole. Nella fonte sopraccitata l'impresa viene così descritta: «Riusciti vani tutti gli sforzi per aprirsi un varco verso il Veneto, il Gattamelata - da Brescia - ideò un piano audace: salire la Val Trompia e il Trentino e scendere a Verona dalla Val d'Adige (…). La via libera delle Giudicarie era garantita. E Paride di Lodrone si offerse per condurre e proteggere l'esercito del Gattamelata - [“forte di 2000 fanti e 3300 cavalli” dètta la citata lapide a Tione] - nell'ardito passaggio delle impervie vie alpine e il 24 settembre di quell'anno il veneto uscì nottetempo dirigendosi verso il nord di sorpresa, con circa 2500 fanti e 3000 cavalieri e relativi cavalli, lasciando a Brescia 1000 fanti e 600 cavalieri.

La marcia per la Val Sabbia durò tutto il giorno, estenuante, anche per il disturbo dei montanari ostili, giungendo al tramonto a Lodrone, ove incontrò l'alleato Paride fedele nell'assistenza concordata. Il giorno dopo Gattamelata proseguì per Condino, Strada, Bondo e scese a Tione, senza accamparsi per timore del Vescovo di Trento (…). Proseguì per Zuclo, ma verso il Durone trovò chiuso il passo dal capitano vescovile Pietro Capoccia, polacco, con uomini della Rendena, del Banale e del Bleggio. Delusione dei Veneti. Il Gattamelata decide di dar lotta, lassù; dà ordine a 300 uomini armati di sola spada di tenere in ispaccio il Capoccia, mentre riesce, malgrado le tenebre e la pioggia, a varcare il passo con tutti i suoi mezzi, tosto raggiunto dai superstiti (…). Superando Rango, Fiavé e Ballino, all'alba del terzo giorno giungono sopra Tenno, donde (…) si trovano ad Arco, salgono a Torbole, secondo a Loppio per la Val d'Adige…». Quindi la Val del Chiese, la Busa di Tione, il Bleggio ed il Lomaso ebbero a risentire notevoli disagi, che si ripercossero nelle successive vicende - soprattutto nella Val del Chiese - che coinvolsero direttamente i Lodron di Castel Romano.

Passano due secoli ed ecco affacciarsi, in Europa, la prima guerra di successione spagnola (1701-1713), rimasta famosa nel Trentino per l'invasione delle truppe francesi al comando del maresciallo Louis Joseph de Bourbon, duca di Vendôme (1654-1712). Le vicende che riguardano le Giudicarie, in quel periodo, sono così ricordate da Tranquillo Giustina - in Storie del contado - sulla traccia delle Memorie dello Gnesotti: «Ora - venendo al Trentino - le operazioni militari erano cominciate nel febbraio 1701 (…). Fu in quel torno di tempo che Riva, Arco, la valle di Ledro e le Giudicarie subirono, a più riprese, le maggiori devastazioni: devastazioni dovute all'alleanza che nel conflitto aveva legato il Principato di Trento all'Austria. Un'alleanza ufficializzata, sin dal 18 gennaio 1701, allorché il Principe vescovo Giovanni Michele Spaur, per bocca del luogotenente di Sténico, aveva notificato alle comunità giudicariesi l'ordine “d'una contribucion sussidiaria per il mantenimento dell'esercito cesareo che doveva per Trento passare”.

A questo proposito preferiamo citare - continua il Giustina - lo Gnesotti: “Grande fu il timore che abbatté molti in ogni parte delle Giudicarie, mentre spogliarono le loro case di masserizie e le nascosero chi in un luogo, chi in un altro, chi sepolte ne' monti, nelle selve, ne' campi e negli orti, in guisa tale che per timore del sacco de' Francesi esposero le loro robe al pericolo de' ladri, ed al pericolo che marcissero sotto terra, o che sotto terra fossero rimaste incognite a' figliuoli de' proprietari nella morte loro, come di fatto hanno molti veduto verificato il danno a cui il timore li espose (…). Nella campagna dell'anno 1701 - continua lo Gnesotti - e successivamente in altre seguite, dovettero i Giudicariesi, come molti altri nel Trentino, somministrare i necessari foraggi all'Armata Cesarea, anzi e carri, e muli, e cavalli, e vettovaglia talvolta senza danaro, o mercede alcuna, così costringendo le angustie della guerra”». (…) Furono annate terribili per le nostre Giudicarie, tanto che lo Gnesotti commenta: «Nel marzo del 1707 terminò questa formidabil guerra che portò, oltre la morte di tante genti, la rovina di tante province, la desolazione di tante città e terre, guastò il costume colla licenza militare…». (…)

Dopo una nuova parentesi di ansie e di timori, nonché di molte privazioni, fra il 1733 e il 1748, contrassegnata dalle guerre di successione polacca, spagnola e austriaca (…), si giunge al periodo maggiormente cruciale per il Trentino: quello delle radicali trasformazioni storiche, ossia Rivoluzione francese, Napoleone, caduta del Principato Vescovile di Trento, pace di Vienna del 1815. Il Trentino conosce l'invasione delle truppe francesi ed austriache, le temporanee aggregazioni al Regno di Baviera ed al Regno Italico, la definitiva annessione all'Austria. In questo periodo - 1796-1815 - anche le Giudicarie vedono l'alternarsi di soldati austriaci e francesi (…)

Seguono - anche per i Giudicariesi - anni di serie difficoltà e di fondamentale e determinante trasformazione, sempre in mano e sotto l'egida degli esterni: anni (dal 1796 al 1815) che da soli meriterebbero interi volumi, sia per la raccolta del materiale documentaristico, sia per la necessaria illustrazione analitica e metodologica di quei radicali cambiamenti,(10) che ancor oggi sono insiti e si riflettono all'interno delle nostre comunità e soprattutto delle nostre istituzioni pubbliche.

(10) Sorgono i Comuni, sparisce la diversità fra vicini e non vicini o foresti