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Il territorio

Il periodo asburgico

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L'arrivo di Napoleone sulla scena europea ha sconvolto - come appena detto - pure le Giudicarie. Le truppe napoleoniche, giunte a Trento nel 1796 e negli anni successivi, travolsero il Principato Vescovile, che cessò definitivamente nel 1803. I Francesi cedono il Principato all'Austria, la quale, a sua volta, lo passa al Regno di Baviera, ma le successive alterne vicende militari e politiche, portano definitivamente il Trentino (e noi Giudicariesi) sotto il dominio della casa d'Austria dal 1814 fino al 1918.

Questo il riassuntivo succedersi degli avvenimenti che hanno interessato il Trentino (e di conseguenza le Giudicarie) nei primi decenni del secolo XIX. Schematicamente: 5 agosto 1796, occupazione francese; 12 novembre 1796 - 29 gennaio 1797, occupazione austriaca; 30 gennaio - 10 aprile 1797, occupazione francese; 10 aprile 1797 - 6 gennaio 1801, occupazione austriaca; 7 gennaio - 17 aprile 1801, occupazione francese; 18 aprile 1801 - 5 novembre 1802, Regime Capitolare; 6 novembre 1802 - 25 dicembre 1805, occupazione austriaca; 4 febbraio 1803, secolarizzazione del Principato Vescovile ed annessione dello stesso all'Austria, unito alla provincia del Tirolo; 26 dicembre 1805, annessione del Principato Vescovile di Trento al Regno di Baviera (Pace di Presburgo); 28 febbraio 1810, la Baviera cede il Trentino (Tirolo meridionale) a Napoleone che lo unisce al Regno Italico (Trattato di Parigi); 1814, l'Austria ottiene l'annessione del Tirolo ed anche l'ex Principato di Trento viene a far parte della Contea principesca del Tirolo; 1818, il Trentino viene incluso nella Confederazione Germanica.

Questa l'essenza del trapasso dal Principato alla nuova situazione politico-amministrativa: «Declinato l'astro napoleonico, l'Austria, ancora prima del Congresso di Vienna, con sovrana risoluzione del 7 aprile 1815, disponeva la riaggregazione all'impero del territorio trentino, riannettendolo, quale parte integrante, alla Contea principesca del Tirolo ed assegnandolo alla Dieta provinciale di Innsbruck con Sovrana Patente del 24 marzo 1816. Il Trentino seguì, da allora, le sorti delle altre terre dell'impero austriaco, divenuto nel 1865 austroungarico; di conseguenza, quando l'Austria, sotto la spinta dei nuovi tempi, giunse ad emanare la sua Carta Costituzionale del 4 marzo 1849, il Trentino venne ripartito in diverse autorità distrettuali separate ed autonome,(11) con compiti amministrativi e di governo e sarà costretta a riconoscere l'esistenza di un Tirolo meridionale o italiano, anche se pur sempre dipendente da Innsbruck». Fu l'inizio del «nuovo capitolo di lotte per l'autonomia specifica e particolare per il Trentino italiano». (Andreatta-Pace).

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Dai primi decenni del secolo XIX iniziano quei fondamentali mutamenti in campo amministrativo, che porteranno anche le Giudicarie nel vortice dell'epoca moderna. Con l'introduzione del codice napoleonico vengono istituiti i Comuni e ristrutturate la giustizia, la finanza, l'anagrafe, la sanità; di conseguenza furono aboliti gli strumenti autonomi di governo, come gli Statuti e la pubblica Regola; quest'ultima fu addirittura dichiarata “illecita combriccola di popolo” e sostituita dalla rappresentanza comunale sottoposta al placet di Vienna. A questo proposito il Benvenuti annota: «Carattere eminente della politica svolta dall'Austria nel Trentino in questo periodo [dopo il 1803] fu la volontà di subordinare rigidamente all'autorità centrale le libere istituzioni comunali, che nelle loro Regole conservavano gelosamente una secolare tradizione di libertà e di democrazia popolare. Riguardo alla Chiesa trentina, l'Austria mirò ad asservirla nella sua politica gioseffina (…)».

Quindi l'uso del bosco viene disciplinato d'ora in poi dalla Forestale e non più attraverso gli Statuti; per l'amministrazione della giustizia - nell'ambito del Capitanato Distrettuale di Tione - vengono eretti i tre Distretti giudiziari di Sténico per le Giudicarie Esteriori, di Tione per la Busa e la Rendena, di Condino per il Chiese e la Valvestino. (…)

Se gli otto secoli del dominio del Principato erano serviti a dare ai Giudicariesi la loro fisionomia e la loro identità di carattere e di popolo, il secolo della denominazione asburgica ha dato modo ai Giudicariesi di adeguare la propria mentalità ed il proprio assetto territoriale alle esigenze ed alla strutturazione del mondo moderno: uscito dal puro allevamento di bestiame e dallo strenuo attaccamento al proprio territorio estremamente localizzato, il Giudicariese è stato costretto e si è reso capace di immettersi a pieno titolo in quel progresso di apertura mondiale, che stava imponendosi a gran parte dell'Europa. In sede locale ai lavori dei campi, del bosco e della stalla si affianca lo sviluppo dell'artigianato e del commercio, e si ha pure qualche timido tentativo nel settore industriale. In campo socio-amministrativo da segnalare l'istituzione della scuola, del Catasto e del Libro fondiario (fine 1800 - inizio 1900), mentre in ambito socio-comunitario si assiste alla proliferazione delle bande, dei cori, delle società di mutuo soccorso, della cooperazione.(12) Da aggiungere l'avvento della corrente elettrica, delle carrozze a motore… con tutte le novità-progresso proprie degli anni che vanno dalla fine del secolo XIX agli inizio del secolo XX. In negativo nasce l'epoca dell'emigrazione di massa (fortunatamente specializzata): capitolo tanto doloroso, quanto stupendo nelle sue sfaccettature che hanno esaltato il carattere e le potenzialità dell'uomo di montagna.

In campo politico i Corpi Franchi nel 1848 ed i Garibaldini nel 1866 accentuano in terra giudicariese gli ideali del Risorgimento italiano; ma i giovani giudicariesi, nella quasi totalità, prestarono regolare servizio militare nell'esercito austroungarico (le lapidi dei Caduti nella guerra 1914-18 lo testimoniano). Nel settore amministrativo il dominio asburgico lascerà per sempre la nostalgia d'una efficienza severa ma quasi perfetta. Copioso ed istruttivo il cospicuo materiale d'archivio che ancor oggi rimane sconosciuto presso i singoli Municipi: una miniera per gli storici di oggi e di domani, unitamente ai numerosissimi documenti conservati negli archivi di Trento e di Innsbruck.

Il periodo di aggregazione al mondo tedesco culmina con la prima guerra mondiale, nella quale i Giudicariesi, come singoli cittadini (sia al fronte che a casa) - e pure gran parte dello stesso territorio sud-occidentale -, saranno coinvolti indirettamente e direttamente in operazioni di guerra per oltre quattro anni (la Guerra in Adamello!), attraverso vicende che ormai una nutrita letteratura sta tramandando ai presenti ed ai posteri.

(11) Ma dipendenti dalla Giunta di Innsbruck!
(12) Da ricordare la costruzione delle strade Storo-Tione (1827-1848), Sarche-Tione (1833-1852) e Pinzolo-M.Campiglio (1857-1874)