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Il territorio

Giuseppe Papaleoni

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Storiografo
Nato a Daone il 18 agosto 1863
Morto a Napoli il 22 febbraio 1943
Archivista, storico ed irredentista, fu provveditore agli studi di Trento – Di famiglia benestante, il padre Francesco fu per un certo periodo capocomune di Daone – Fece gli studi ginnasiali a Trento e Cremona e si laureò a Firenze.

Storico, insegnante, dirigente scolastico e irredentista
Nel 1882, dopo aver frequentato gli studi ginnasiali a Trento ed a Cremona, Giuseppe Papaleoni si trasferì a Firenze, dove frequentò la Facoltà di Lettere del Regio istituto di studi superiori. Qui ebbe per tutore Cesare Paoli, da lui sempre ritenuto il suo maestro. Già due anni dopo, nel 1884, comparvero sulle pagine dell’”Archivio storico per Trieste, l’Istria e il Trentino” due suoi primi contributi.
Nel 1885 conseguì il diploma di “archivista paleografo” presso la Scuola di Paleografia e l’anno successivo iniziò a lavorare presso l’Archivio di Stato fiorentino, poi in quello di Massa Carrara. Nel frattempo numerose riviste culturali iniziarono a raccogliere i suoi scritti. Nel 1890 si dedicò all’insegnamento, ottenendo la cattedra di “storia, geografia, diritti e doveri” della Scuola Normale maschile di Messina. 
Del periodo trascorso in questa città non rimane alcuno scritto, eppure la sua attività di ricercatore e scrittore perdurò certamente anche in quegli anni. Probabilmente i documenti andarono perduti prima nello storico terremoto e poi durante le devastazioni causate dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
Il Regio Decreto del 3 luglio 1892 lo nominò, in seguito ad un concorso, titolare di storia e geografia nel Regio istituto tecnico di Napoli, città nella quale si trasferì durante l’anno scolastico 1892/93. A Napoli il Papaleoni rimase per tutto il resto della sua vita, tranne nel periodo tra il 1911 ed il 1914 quando venne chiamato a far parte della Giunta per l’istruzione media nel Consiglio superiore della Pubblica istruzione. Successivamente, tra il 1918 ed il 1920, tornò a Trento in qualità di capo dell’Ufficio scolastico.
Credente irredentista ed ammiratore di Cesare Battisti, il suo incarico a Trento lo affrontò con grande impegno. Tuttavia l’opera di sistemazione scolastica progettata da Papaleoni fu ostacolata dai suoi stessi superiori, dai clericali ed anche dai nostalgici del dominio austriaco.
Nel 1934, abbandonati gli impegni scolastici, si dedicò attivamente alla sua passione di storiografo, riprendendo la collaborazione con la rivista “Studi trentini di scienze storiche”.
Il lascito alla biblioteca di Rovereto
Alla sua morte Giuseppe Papaleoni donò parte della sua libreria alla Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto. Il fatto è documentato da una serie di carteggi intercorsi, poco dopo la sua morte, tra la figlia, Eva Papaleoni Marinelli, e don Antonio Rossaro, allora bibliotecario dell’istituzione roveretana.
I vari documenti rinvenuti non consentono di ricostruire precisamente il lascito ricevuto dalla Biblioteca, ma si ritiene che il materiale donato comprenda la sola sezione trentina della biblioteca del Papaleoni. In totale il lascito ammonta ad 806 pezzi, divisi in 86 volumi e 720 opuscoli.
(dal volume “I PROTAGONISTI – I personaggi che hanno fatto il Trentino”, pag. 274, Società Iniziative Editoriali, Trento 1997)