Ti trovi in:

Home » Il territorio » Personaggi » Baratieri

Menu di navigazione

Il territorio

Baratieri

Immagine decorativa

Militare
Nato ad Condino il 13 novembre 1841
Morto a Vipiteno (BZ) il 9 agosto 1901
Garibaldino e poi militare, ebbe una carriera folgorante e stava anche per essere nominato ministero degli esteri. Governatore militare dell’Eritrea, il suo nome è scritto in una delle pagine più tristi del colonialismo italiano.

Garibaldino e governatore dell’Eritrea
Non ancora ventenne, Oreste Baratieri si arruolò volontario nell’esercito di Garibaldi, partecipando alla spedizione dei Mille. Fu l’inizio di una rapida e brillante carriera che lo portò a diventare in breve tempo, nel 1891, comandante delle truppe italiane in Africa.
Fino a tale momento partecipò a diverse spedizioni con diversi gradi militari: come sottotenente e capitano di Fanteria durante le spedizioni garibaldine del 1860 e del 1866; come capitano nell’esercito regolare durante una spedizione scientifica in Tunisia nel 1874 ed infine come colonnello nel corso delle campane d’Africa in Eritrea del 1887-88, 1890 e 1891.
Rientrato in Italia nel dicembre del 1891, fece ritorno in Eritrea nel febbraio del 1892 e vi restò, con brevi interruzioni, fino al 1896 ricoprendo la carica di governatore della colonia. Oreste Baratieri mostrò in questa sua posizione notevoli attivismo e capacità organizzativa. Sul piano amministrativo favorì l’incremento degli scambi commerciali con i Paesi dell’entroterra, procedette all’indemaniazione di molti terreni e fece costruire strade d’importanza strategica.
Su piano militare, invece, non abbassò mai la guardia nei confronti degli Etipici e dei Dervisci. Nel dicembre del 1893 attaccò improvvisamente Cassala, nel Sudan, vicino al confine, giustificando l’intervento con la necessità di prevenire una massiccia offensiva derviscia prevista per l’autunno. L’occupazione di Cassala non ebbe alcuna importanza dal punto di vista stragegico-militare, ma contribuì senz’altro a risvegliare le ambizioni coloniali di Crispi, capo del governo italiano. Le spedizioni in territorio africano, infatti, s’intensificarono e si allargarono gradualmente a tutto l’impero etiopico.
La conservazione delle posizioni conquistate e lo stato di conflitto con l’imperatore Menelik II richiedeva però uno sforzo militare sempre maggiore. Baratieri insistentemente chiese rinforzi, ma le sue richieste rimasero inascoltate. La disparità di numero tra le forze a sua disposizione e quelle etiopiche era ormai enorme e tutto lasciava presagire quello che sarebbe poi accaduto il 1° marzo 1896, quando l’esercito italiano fu pesantemente sconfitto ad Adua dalle forze abissine.
Fra le conseguenze della sconfitta, vi furono sul piano nazionale la crisi del governo Crispi e su quello personale il processo contro Oreste Baratieri, che si concluse con l’assoluzione militare. Prosciolto per inesistenza di reato, il Baratieri fu però collocato a riposo su sua domanda nello stesso 1896 ed abbandonò la carriera militare.
La mancata nomina a ministro
Oreste Baratieri fu deputato per sei legislature consecutivamente, dal 1876 al 1895 e nel 1893 fu vicino ad ottenere anche una poltrona ministeriale. Dopo la caduta del governo Giolitti, infatti, fu affidato l’incarico di formare il nuovo governo a Zanardelli, il quale propose come nuovo ministero degli esteri proprio Baratieri, che godeva di ottimo prestigio a Roma.
La nomina incontrò tuttavia l’immediata opposizione del governo austriaco, che contestava il passato irredentista del condinese. La proposta non ebbe pertanto seguito e tanto il Baratieri, quanto lo Zanardelli, furono costretti a rinunciare a rispettivi incarichi.
(dal volume “I PROTAGONISTI – I personaggi che hanno fatto il Trentino”, pag. 37, Società Iniziative Editoriali, Trento 1997)