Ti trovi in:

Home » Il territorio » Personaggi » Agostino Bonomi

Menu di navigazione

Il territorio

Agostino Bonomi

Immagine decorativa

Insegnante, ornitologo
Nato a Madice di Bleggio il 28 agosto 1850
Morto a Rovereto il 19 giugno 1914
Ornitologo e ambientalista ante litteram, istituì la prima festa degli alberi – Si laureò all’Università di Innsbruck in scienze naturali e fu membro dell’Accademia degli Agiati di Rovereto

Appassionato ornitologo ed autore di oltre 65 pubblicazioni
Agostino Bonomi dedicò tutta la sua esistenza alle scienze naturali, approfondendo in particolare lo studio e la descrizione delle specie volatili esistenti in Trentino. Il suo lavoro pertanto si affianca a quello di tanti altri naturalisti trentini che, nel corso del secolo XIX, contribuirono a far conoscere le risorse naturali della loro terra natale.
Ottenuta la laurea nel 1875 a Innsbruck, già l’anno dopo fu nominato professore di scienze presso il liceo ginnasio di Rovereto, dove insegnò per circa un trentennio. Intanto fu particolarmente attivo all’interno dell’Accademia roveretana degli Agiati; nominato socio nel 1886, ricoprì successivamente il ruolo di bibliotecario e dal 1912, infine, quello di vicepresidente.
L’interesse del Bonomi per l’ornitologia risale ai primi anni dell’insegnamento. Privo dei mezzi necessari per un lavoro di tipo sperimentale a livello scientifico, la sua attività si indirizzò soprattutto alla raccolta di dati e informazioni scientifiche sulla base dell’osservazione diretta e dell’analisi critica delle cosiddette conoscenze popolari. 
Le sue indagini si tradussero in diverse pubblicazioni, che furono oltre 65 e specialmente in un elenco delle specie osservate in Trentino, particolarmente interessante anche dal punto di vista linguistico, poiché a fianco del nome scientifico latino, il Bonomi si preoccupò di registrare i sinonimi italiani ed i termini dialettali. Nonostante la povertà dei pezzi e la difficoltà dell’indagine, fu inoltre in grado, per alcune specie, di indicare il tempo ed i modi della nidificazione e delle eventuali migrazioni.
Altro risultato, forse meno appariscente, ma che testimonia ulteriormente la complessità e la precisione del lavoro svolto, fu poi la scoperta della sorprendente varietà di volatili che per le caratteristiche climatiche e morfologiche del territorio trentino vi trovava dimora in quei tempi.
Il Bonomi, che collaborò alle principali riviste ornitologiche europee, si cimentò anche in una monumentale opera: un sistema per la determinazione degli uccelli dimoranti in Europa, della quale, tuttavia, si ha solo memoria, in quanto il manoscritto andò perduto durante la grande guerra.
Inoltre scrisse, con una sensibilità… ambientalista, sull’utilità che rivestono i boschi e sull’importanza che venga ricordato costantemente il loro contributo. A tal fine istituì per primo la festa degli alberi, ma il suo intervento raccolse scarse adesioni.
Eliminò storiche confusioni
L’ornitologia conobbe una notevole ripresa d’interesse proprio nel corso dell’Ottocento. L’aumento delle osservazioni eccessivamente soggettive e delle pubblicazioni edite sulla materia produsse, tuttavia, anche una notevole confusione. La moltiplicazione dei termini utilizzati e dei dati variamente interpretabili rendeva quanto mai urgente, nella seconda metà del secolo XIX, recuperare l’uniformità delle informazioni raccolte per ogni singola specie.
In tale logica s’inserisce l’istituzione a Firenze, nel 1884, dell’Ufficio ornitologico centrale, incaricato di promuovere una più approfondita conoscenza dell’avifauna italiana. A questo progetto diedi il proprio prezioso contributo Agostino Bonomi.
(dal volume “I PROTAGONISTI – I personaggi che hanno fatto il Trentino”, pag. 75, Società Iniziative Editoriali, Trento 1997)