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Il territorio

Economia

Il documento ”Analisi a sup­porto al Piano di Sviluppo Economico e Sociale della Comunità delle Giudicarie”, elaborato dall’Università di Trento, ha permesso di tracciare una fotografia dettagliata del territorio, mettendone in risalto i punti di forza e di debolezza del tessuto economico e sociale (documentazione completa su www.comunitadellegiudi­carie.it).

Dalle interviste e dalle analisi statistiche condotte è emerso un quadro che conferma differenti vocazio­ni delle diverse zone della Comunità, seppure nel per­cepito vi possa essere una maggiore complementarietà rispetto al passato.

NelleGiudicarie Esterioril’economia è particolarmente influenzata dalla presen­za delle terme di Coma­no, centro di un distretto che sta progressivamente valorizzando la proposta turistica legata ad ambiente e benessere. L’economia di questa parte di territorio vede ancora nell’ agricoltura un settore di grande rilie­vo, che convive con quello turistico in un rapporto non ancora armonico, con alcu­ne criticità che necessitano di essere affrontate. I due settori comportano infatti at­tività talvolta in conflitto, per cui si impone la scelta di un indirizzo strategico, volta a massimizzare le sinergie tra i comparti, per il benessere dell’economia, dell’ambiente e delle persone.

La Val Rendenaè una de­stinazione turistica affermata con un’offerta incentrata sul prodotto turistico legato principalmente agli sport invernali e alla montagna. L’economia in questa zona è legata essenzialmente a questo settore.Madonna di Campiglio si conferma il motore economico dell’intera comunità, in grado di gene­rare indotto a beneficio non solo della Val Rendena e la riqualificazione della località prevista dal Piano Urbanisti­co Provinciale rappresenta un investimento per l’intero territorio.

La Busavede in Tione il centro amministrativo e com­merciale, sede della maggior parte dei servizi per i Citta­dini.

La Valle del Chieseha una vocazione prevalen­temente industriale e per questa ragione, sempre a detta degli intervistati coin­volti nell’analisi, ha risentito maggiormente degli effetti negativi della crisi economi­ca. Nei tempi più recenti la valle ha intrapreso anche un percorso di sviluppo turistico sostenibile, potenzialmente capace, secondo gli intervi­stati, di valorizzare le risorse del territorio attirando flussi turistici interessanti dalla regioni limitrofe.

Al di là delle peculiarità che definiscono scenari econo­mici differenti per le quattro aree, esistono dellecriticità legate al quadro economi­co attuale, che la recente crisi ha sicuramente ac­centuato,comuni a tutto il territorio delle Giudicariee che necessitano di interventi mirati in un’ottica di migliora­mento nel lungo periodo.

La recente crisi economica ha infatti riguardato anche il sistema economico locale. Anche se pare essa abbia avuto effetti marginali, rispet­to ad altre realtà più colpite, e solo in riferimento ad alcuni particolari settori.

La disoccupazione è cresciu­ta (colpisce soprattutto giova­ni e persone di una certa età espulse dai processi produtti­vi), sono aumentati gli iscritti al centro per l’impiego ed alle liste mobilità, incrementate in modo sostanziale le assun­zioni flessibili, quali i tempi determinati e, soprattutto, i contratti a chiamata. L’unico comparto con assunzioni in crescita si conferma il ter­ziario (commercio e pubblici esercizi legati al turismo, altri servizi).

Il turismo si conferma, anche in questa fase critica per l’economia e nonostante alcune criticità ad esso connesse, il volano dell’economia Giudicariese e l’unico settore in grado di fronteggiare la congiuntura economica sfavorevole, continuando a generare occupazione e ric­chezza per il territorio. 

 

L’economia delle Giudicarie in pillole 

GIUDICARIE –imprese per settore (dati Università Trento, CCIAA - 2011)

Ca 3.400 Totale imprese (sostanzialmente inalterato ad oggi)

Ca 500 Primario (in contrazione)

Ca 1.100 Industria e artigianato (sostanzialmente stabili)

Ca 1.800 Terziario (in lieve aumento)

 

INDUSTRIAGiudicarie (dati Confindustria, 2013)

Aziende in tutti i comparti industriali (unico caso in Trentino): legno, costruzioni, energia, carta, metalmeccanico, chimica, alimentare e turismo (funivie e terme);

Prevalenza netta della piccola industria (63 imprese con più 10 dipendenti);

Occupati nel settore: circa 2.000 persone, di cui 37% nell’industria del legno (costruzioni, installazioni impianti…);

Fatturato in flessione (meno 15% dal 2006).

 

ARTIGIANATOGiudicarie (dati Associazione Artigiani, 2013)

Circa 1200 imprese;

Micro imprese prevalenti (2,7 persone);

Occupati nel settore: circa 3.200 persone;

Criticità emergenti e fatturato complessivo in flessione.

 

COMMERCIOGiudicarie (dati Confcommercio Imprese Trentino, 2013)

620 imprese (per una che nasce due cessano), persi in media 40 addetti ogni anno dal 2009;

Addetti circa 1900 (700 imprenditori), dei quali circa il 40% in Rendena.

 

TURISMOGiudicarie (dati Università Trento, ApT, Funivie, 2013)

Posti letto Giudicarie: circa 90.000 (86% extralberghiero e 65/70% concentrati nell’area Campiglio/Rendena)

300.000 persone (arrivi) in un anno

1.400.000 giornate vacanza in un anno

Peso della stagione invernale: circa 60/65%

PIL stimato generato dal turismo: tra il 25 e il 30% (rispetto all’incidenza dell’11% in Italia)

Occupazione nel settore, incluso indotto: circa 5.000 persone

 

Il motore dello sviluppo turistico, negli ultimi cinquant’anni è stato rappresentato dall’offerta di Campiglio, che ha avuto il ruolo di pioniere in questo comparto. Di rilievo oggi anche le Terme di Comano, che possono rappresentare un elemento di traino anche alla luce dei nuovi investimenti previsti. Altre iniziative ulteriori stanno emergendo, in particolare nel Chie­se, nelle Esteriori e in Bassa Rendena, con un interessante potenziale di crescita.

 

 

 

 

Ski Area Campiglio

Val Rendena / Val di Sole

Terme Comano

e Caderzone

 

Numero di utenti all’anno

 

 

1,8 milioni

 

15mila  (a Comano il 92%)

 

Numero dipendenti occupati

 

 

400  (50% tutto l’anno)

 

150  in max parte stagionali

        (a Comano il 90%)

 

In un momento estremamente delicato dal punto di vista economico, sociale ed anche istituzionale, nel qualela crisicoinvolge anche le Giudicarie, seppure con accenti diversi a seconda dei settori, non vi sono né risposte preconfezionate né certezze: il mercato del lavoro è sempre più fluido, i mercati dai quali dipendiamo per la nostra economia sono in costante e rapidissima evoluzione, la fiducia degli imprenditori e delle famiglie resta bassa e l’incertezza alta, il ruolo del credito è sempre più rilevante per dare respiro alle imprese (ma siamo di fronte ad una nuova ondata di“credit crunch”che soffoca la ripresa), “es­sere in rete” a livello globale sembra essere imprescindibile per rimanere sul mercato dove spazio e tempo sono cancellati dalla tecnologia.

Emerge in modo forte come non c’è più spazio per invidie e protagonismi personali. Ap­pareancora più urgente rendere le Giudicarie più competitivein primis nell’ambito che si conferma essere il motore dello sviluppo attuale e prospettico: ilturismo, valoriz­zando la risorsa prima ‘ambiente’, associata ad una organizzazione ed a strutture oggi imprescindibili. Al tempo stesso, continuare ad operare con sempre più compe­tenza anche negli altri settori, comunque in parte ad esso correlati in modo importante:l’industria, rappresentata in Giudicarie in tutti i suoi compartie della quale fanno par­te sia imprese funiviarie che terme, così come l’edilizia (con introiti rilevanti sino ad oggi legati in particolare alla realizzazione e ristrutturazione strutture ricettive ed in generale legate al turismo);l’artigianato e il commercio, il cui fatturato in buona parte è legato, in termini di indotto, ancora al turismo.

Dobbiamo avere la responsabilità ed il coraggio di dare continuità alle iniziative che ad oggi ‘tengono’ ed impegnarci per avviare nuove prospettive legate allo sviluppo sosteni­bile nelle aree di territorio che hanno un potenziale ancora inespresso.

Possiamo dare una prospettiva a questo territorio solo se riusciamo a fare sistemavalo­rizzando l’immensa ricchezza ambientale(ma anche culturale) delle Giudicarie, per continuare a dare linfa anche ai settori che vedono nel turismo in modo indiretto una fonte rilevante di lavoro, valorizzando al tempostesso il bagaglio di conoscenza e compe­tenza, sviluppata in settori quali l’artigianato e l’industria, che ci hanno permesso di pre­sentarci con livelli di eccellenza anche sui mercati internazionali, sapendoli coniugare conuna costante innovazione, sia essa di prodotto, di processo e anche di organizzazione.

Dobbiamo dare spazio alla professionalità che sappiamo esprimere anche attraversonu­ove forme di organizzazione più dinamiche e di sistema (le reti), senza mai mettere da parte la serietà e la autorevolezza che sempre hanno espresso i nostri imprendi­tori.

Convegno “Quale futuro per l’economia delle Giudicarie? Il turismo dei pionieri e le nuove proposte”, 19 aprile 2013 – convegno “Industria e artigianato in Giudicarie. Analisi e strumenti a supporto della ripresa”, 23 aprile 2013 – documentazione completa su www.comunitadellegiudicarie.it

Nato a Vigo Lomaso nel 1847, sacerdote e deputato alla Dieta del Tirolo e al Reichstat di Vienna, don Lorenzo Guetti è ricordato soprattutto per aver concretamente avviato il movimento cooperativo trentino nelle sue varie componenti, che oggi, è la più importante realtà economica della provincia.

Le organizzazioni turistiche sul territorio

Enti e associazioni che operano negli ambiti del turismo e del commercio

Enti ed associazioni sul territorio a sostegno dell'industria.

La Provincia Autonoma di Trento ha competenza legislativa primaria in tale materia, disciplinandola mediante la L.P. 1 agosto 2002, n. 11 che, da una parte, rimanda alla definizione statale di impresa artigiana e dall’altra prevede ulteriori requisiti, più ampi, per le imprese riconosciute artigiane solo ai fini delle competenze provinciali (ad es. incentivi, formazione professionale, ecc.) 

L’Agricoltura in provincia di Trento ricopre un ruolo di primaria importanza, a livello economico, sociale ed ambientale. Infatti ai 600.655.000 Euro (anno 2002) che costituiscono la produzione lorda vendibile del settore agricolo, occorre aggiungere l’apporto di reddito derivato dalle numerose attività indotte.