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I Comuni

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Occupa la porzione superiore della Pieve di Bleggio. Sulla spianata del dosso che chiude a monte il territorio si innalza il monumento alla Croce, ritenuta miracolosa, conservata nella vicina chiesa pievana consacrata ai S.S. Dionisio, Rustico ed Eleuterio. La chiesa è menzionata la prima volta nel 1153; la costruzione attuale risale al Cinquecento e costituisce uno dei pochi esempi, in Trentino, di edificio sacro di puro stile rinascimentale. Dall'interno della chiesa si scende alla cripta romanica.
E' formato dalle frazioni di Santa Croce (sede municipale), Gàllio, Màdice, Marcé, Cavràsto, Balbìdo, Rango, Cavaione, Marazzone, Larìdo, Bivédo, Cornelle.
Il paese di Balbìdo (760 m) è situato all'imbocco della Val Marcia, ritenuta dalla tradizione luogo di rifugio delle streghe, considerate responsabili delle calamità naturali che spesso si abbattevano sulla zona; contro queste credenze furono erette, all'imbocco della vallata, cinque croci in ferro (una delle quali è tutt'oggi osservabile).
L'aspetto rurale del paesino è vivacizzato dalla presenza di numerosi "murales" dipinti sulle pareti esterne delle case nel corso degli ultimi anni da vari artisti e raffiguranti scene di vita quotidiana legate alla storia e alle tradizioni del paese.
La frazione di Rango (799 m) è quella situata più in alto dell'intero territorio bleggiano e rappresenta un esempio singolare di architettura rustica, grazie alle sue originali costruzioni unite in una compatta struttura urbanistica, movimentata da androni, corti interne, fontane perenni.
Con le sue case addossate le une alle altre, sembra un abitato fortificato, perfettamente conservato nella sua architettura rustica di montagna che ha pochi eguali in Trentino: dalla splendida bifora rinascimentale all'entrata, all'intreccio di edifici rurali (pont), ai tipici androni (volt), al fitto sistema di cunicoli, corti interne (portec), passaggi e la grande fontana quadrata in granito che serviva per abbeverare le greggi.
Per tutte queste caratteristiche Rango è entrato a far parte dei club dei "Borghi più Belli d'Italia", associazione nata nel 2011 su impulso dell'ANCI (Associazione Comuni Italiani) per valorizzare il grande patrimonio di arte, storia, cultura, ambiente e tradizioni presenti nei piccoli centri italiani.
A 1.000 m troviamo il Passo Duron, con un'estesa area pic-nic e percorso vita, luogo di partenza per molte escursione verso il monte S. Martino, malga Stabio, Cima Sèra e le Alpi di Ledro.

Municipio: Fraz. Santa Croce, 40
Tel. 0465/779550 - Fax 0465/779670
info@comune.bleggiosuperiore.tn.it
www.comune.bleggiosuperiore.tn.it
Sindaco: Alberto Iori
Frazioni: S. Croce, Gàllio, Màdice, Marcé, Cavràsto, Balbìdo, Rango, Cavaione, Marazzone, Larìdo, Bivédo, Cornelle
Festa patronale: 14/9 S. Croce
Centro di terrazzo, in sponda sinistra del Sarca, alle pendici occidentali del Monte Tóf (m 2050). Piacevole villaggio, assai antico, composto da dignitose case rustiche rendenesi adornate da portali e da pitture sacre murali, con belle fontane di granito abbondanti d'acqua.
La chiesa parrocchiale di S. Margherita, di origine medievale, si trova, come nelle sedi di terrazzo, all'estremità del paese, su d'un ripiano a settentrione sopra i piani dell'Ischia del Sarca. E' uno dei più bei punti panoramici della valle ed è visibile da quasi tutta la Rendena. Localmente noto è il concerto di campane.
Un'altra bella strada raggiunge Massimeno passando accanto alla cappella di S. Luigi. Da Bocenago una strada asfaltata conduce, sulla riva sinistra del Sarca, a Spiazzo. La peste del 1630 distrusse le due frazioni di Bocenago, Canisaga e Varcè, l'una posta a mezzogiorno del paese, l'altra a settentrione.

Municipio: Via Ferrazza n. 54
Tel. 0465/804505 - Fax 0465/804854
protocollo@comune.bocenago.tn.it
www.comune.bocenago.tn.it
Sindaco: Walter Ferrazza
Feste patronali: 15/8 Madonna del Carmine, 16/11 S. Margherita

Comune sul confine sud occidentale con la Lombardia composto da due centri abitati: il più antico è Bondone, in alto (720 m slm), sul versante destro della Val d'Inola. E' un caratteristico villaggio di montagna, le cui stradine offrono, accanto alla tranquillità, il colore dei dipinti murali. Da visitare la parrocchiale della Natività, del 1300, Castel S. Giovanni, antica fortezza dei Conti Lodrón risalente al XI secolo. Luogo di partenza per suggestive escursioni alla Bocca di Valle, al rifugio Alpo ed alla Cima Tombea (punto panoramico per il Lago di Garda e la pianura della Valvestino).
La frazione di Baitoni (370 m slm) è sorta e si è sviluppata in seguito alla bonifica della piana antistante il Lago d'Idro del 1848. La vicinanza alle vie di comunicazione ha favorito la sua espansione. E' la finestra della valle sul lago, al quale lo unisce una spiaggia attrezzata con strutture sportive e ricreative.


Municipio: Via G. Giusti n. 48 a Bondone
Tel. 0465/689133 - Fax 0465/689310
comune@comune.bondone.tn.it
www.comune.bondone.tn.it
Sindaco: Gianni Cimarolli
Frazioni: Baitoni
Feste patronali: 8/9 Natività di Maria (Bondone), 7/10 Madonna del Rosario (Baitoni)

Il Comune di Borgo Chiese è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2016 dalla fusione dei Comuni di Condino, Cimego e Brione.

Condino è una borgata di rilevanti tradizioni storico-civiche, allungata nel fondovalle; costituiva la sede più meridionale delle antiche Sette Pievi giudicariesi, comprendente il territorio da Cìmego al Lago d'Idro, con Bagolino e la Valvestino, poi bresciane.
E' centro culturale e artistico, ed inoltre paese industriale, artigianale e commerciale di notevole rilevanza. Vi prosperano soprattutto l'artigianato del legno, l'industria della carta e quella metallurgica. Condino condensa la tipica architettura ed urbanistica giudicariese ed è disposto sulle due piazze maggiori di Villa e di S. Rocco, da cui dipartono le stradette e gli androni.
Dell'antico fulgore conserva alcuni preziosi tesori d'arte che si possono ammirare nell'antica pieve di S. Maria Assunta, della cui esistenza si ha notizia già nel 1192, nella chiesa di S. Rocco e in quella di S. Lorenzo, del XVI secolo.

Il paese di Cimego sorge parte su un pendio terrazzato e parte di conoide, con il rio Cìmego che scende dall'altopiano di Boniprati e divide il paese in due: a destra Quartinàgo, a sinistra Balbarone e Villa con la parrocchiale di S. Martino, di cui si hanno cenni fin dal 1365. E' uno dei pochi paesi trentini in cui siano state rinvenute epigrafi romane e luogo di interesse geologico.
L'abitato presenta il volto degli agglomerati bassogiudicariesi, contraddistinti da vie strette e ripide, da androni profondi ricavati nei blocchi edilizi, con case massicce, alcune delle quali conservano ancora timpani lignei, ballatoi e portali di granito. Interessante è anche la chiesetta di S. Antonio abate del 1482.
Da ricordare il sentiero etnografico Rio Caino, suggestiva passeggiata dove, accanto alla storia, si propone di portare alla luce informazioni di carattere naturalistico, scientifico e botanico. Si possono visitare insediamenti artigianali (fucine che andavano ad acqua, fornaci per produrre la calce), insediamenti militari (le trincee dell'esercito italiano durante la Grande Guerra), strutture della civiltà contadina come le malghe, dove svolgeva il lavoro il casaro, o le radure in cui il carbonaio sviluppava la sua arte.

Situato ai piedi del Dos delle Rocche (1267 m), Brione è il villaggio che sorge in posizione più elevata della Val del Chiese. Da qui lo sguardo domina su paesi e campi della valle fino al Lago d'Idro, in un'atmosfera d´altri tempi.
Da visitare la chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, del 1300, ricostruita nel 1524 e poi ampliata nel 1863.

Municipio: Fraz. Condino - Piazza S. Rocco n. 20
tel. 0465/621001 - fax 0465/621799
comune@pec.comune.borgochiese.tn.it
http://www.comune.borgochiese.tn.it
Sindaco: CLAUDIO PUCCI
Feste patronali: 15/8 S. Maria Assunta (Condino) - 24/8 S. Bartolomeo (Brione) - 11/11 S. Martino (Cimego).
Il Comune di Borgo Làres è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2016 dalla fusione dei Comuni di Bolbeno e Zuclo.

Il paese di Bolbeno grazie alla sua posizione a 570 m gode di una panoramica quasi completa della "Busa di Tione", tipico fondale agreste alla confluenza del torrente Arnò con il fiume Sarca. Magnifici pure i verdeggianti pendii delle antistanti montagne fino alle bianche "vedrette" del Carè Alto. Per questa sua ubicazione, rispetto ai ghiacciai dell'Adamello, Bolbeno gode di una posizione climatica che, a detta di esperti, può considerarsi pari a quella di Madonna di Campiglio.
Bolbeno si presenta con le sue vie simmetriche, androni, orti, piazze, fontane e le case rustico-signorili sono costituite da ballatoi, tetti a due falde, androni, portali e timpani lignei. Particolarmente importante per lo sviluppo turistico è la presenza di una pista da sci con l'impianto di innovamento artificiale posto più a bassa quota in Italia, usata soprattutto come campo-scuola per gli alunni delle Giudicarie.
A soli due chilometri, a quota 793 m, in una radura sparsa di massi erratici di tonalite, circondato da larici altissimi, è posto il Santuario della Madonna del Làres, meta dei fedeli giudicariesi.
Antico villaggio che gli storici farebbero risalire all'epoca imperiale romana (ritrovamento di numerose monete romane), con dati presunti verso il 50 d.C. e con documentazioni più sicure verso il 925 d.C. Una prima ubicazione, più a monte del nucleo abitato "Bolbenum", troverebbe valida testimonianza dalla "Strada Romana" che, dalla Val del Chiese, per il valico di Bondo e Breguzzo (sulla destra del torrente Arnò), passava per Bolbenum - Zuculum et Zuzandum, onde proseguire e scendere poi attraverso il "Doronum" nella vallata di Bleggio e Lomaso.
Del "vicus Bolbeni", invece, ne parla il "Testamento del Vescovo di Verona - Nokterio" (927 d.C.), ove fa menzione del Capitolo Scaligero nelle zone di Bolbeno-Bondo e Breguzzo. Se del primo nucleo a monte denominato "Palvenum" non rimane che un pallido ricordo, possiamo ritenere che il "vicus Bolbeni" corrisponde all'attuale centro storico.

L'abitato di Zuclo comprende i due distinti agglomerati di Zuclo e Giugià, uniti dal viale centrale lungo il quale si trovano il municipio e l'antica chiesa di S. Martino. Da documenti del XII e del XIII secolo risultano facenti parte del feudo del Vescovo Nokterio del Capitolo di Verona i due paesi denominati Desuclo e Zuza, da cui i nomi attuali. Dopo l'epoca romana, quella longobarda e quella del Capitolo Veronese, nel 1284 queste terre passarono sotto la proprietà del Principe Vescovo di Trento, che le amministrò fino al 1796, quando Napoleone le cedette all'Austria.
Zuclo è posto sulla sponda destra della Sarca, ai piedi del Monte Pizza (m 1878) e della Cima Sèra (m 1980), sulla strada provinciale del Passo Duron (m 1010) che collega le Giudicarie Interiori alle Esteriori. Anticamente tale strada romana costituiva l'unica via di comunicazione per il Lago di Garda. Grazie alla sua posizione su di un terrazza alluvionale, gode di una splendida panoramica sulla "Busa di Tione" e sul Carè Alto (Gruppo Adamello); inoltre il verde dei prati, gli ampi boschi di abeti, larici e faggi, danno al paese una caratterizzazione autenticamente alpina.

Municipio: Fraz. Zuclo - Via XXI Aprile n. 6
tel. 0465/324328 - Fax 0465/328008
info@comune.borgolares.tn.it
www.comune.borgolares.tn.it
Sindaco: GIORGIO MARCHETTI
Feste patronali: 2^ domenica di luglio: Sagra della Madonna (Bolbeno) - 2^ domenica di agosto: Madonna della Neve (Bolbeno) - 15e16/8 Madonna del Làres (Bolbeno) - 11/11 S. Martino (Zuclo)
Situato nel cuore della Val Rendena, sul conoide alluvionale del rio Casa che con le sue piene in passato ha portato parecchi danni al territorio, Caderzone ha saputo armonizzare al meglio la tradizione contadina con la crescente vocazione turistica dei suoi abitanti. Per le strade e le piazze del centro, fiancheggiate dalle antiche case con i caratteristici volti, e lungo le vie di campagna nella stupenda piana verde che si estende appena fuori dal centro abitato, fra i vecchi masi utilizzati ancora oggi, i due volti dell'economia locale si incontrano e si mescolano in continuazione.
A Caderzone l´incontro con la storia e con le tradizioni è quotidiano: il Palazzo di Marco da Caderzone e dei Conti Bertelli, l'antico lazzaretto a S. Maria, il secolare Maso Curio: testimoni di un passato ricco di avvenimenti che diventano leggenda. Gli antichi usi non sono stati dimenticati; è facile incontrarli nella vita di tutti i giorni e nelle feste paesane: i riti e le cerimonie, la banda ed i costumi folcloristici, oggi come ieri.
Caderzone è uno degli insediamenti più antichi della Val Rendena. Passeggiando nel centro storico si scoprono angoli suggestivi: le ripide stradine in salita lastricate a bocce irregolari, le piazze con le caratteristiche fontane di pietra, gli ampi avvolti al pianterreno delle case, i portali in granito, i balconi in legno pieni di fiori.



Municipio: Via Regina Elena n. 45
Tel. 0465/804214 - Fax 0465/804848
comune@caderzone.net
www.caderzone.net
Sindaco: Marcello Mosca
Festa patronale: S. Giuliano (ultima domenica di luglio)
Posto in soleggiata posizione, all'imbocco della Val Genova, sulle pendici meridionali di Cima Lancia (m 2317). Il vecchio nucleo abitato si trova in sponda destra del Sarca di Campiglio, ai piedi della china in sommità della quale c'è la quattrocentesca chiesa parrocchiale di S. Nicola. La presenza di fontane in granito (elemento importante per l'economia del paese), pitture sacre murali, portali in granito e timpani lignei, ne fanno un paese caratteristico che, nel dopoguerra, si è allargato nel piatto fondovalle alluvionale del Sarca di Genova.
Nei pressi dell'abitato, in vetta alla rupe a picco sul Sarca, sorge l´antica chiesa di S. Stefano. Esisteva nel 1368 e fu riedificata nel XVI secolo. Sulla parete sud i famosi affreschi raffiguranti la vita di S. Stefano, la Danza Macabra, i Sette Vizi Capitali dipinti da Simone Baschenis nel 1519. All'interno, l'interessante affresco raffigurante il battesimo di un catecumeno somministrato da un papa alla presenza di Carlo Magno, documenterebbe la leggenda del passaggio di Carlo Magno in Val Rendena.
Sulla vetta di una rupe delle pendici meridionali della Cima Lancia biancheggia la caratteristica chiesetta di S. Martino, di origine medievale e custodita da un eremita fino al 1850.
Da Carisolo si diparte la strada che risale la Val Genova, il cui tratto iniziale ricade nel territorio comunale, fino a poco prima delle suggestive cascate del Nàrdis.


Municipio: Via Campiglio n. 9
Tel. 0465/501176 - Fax 0465/501335
segreteria@carisolo.com
www.carisolo.com
Sindaco: Arturo Povinelli
Festa patronale: 6/12 S. Nicola da Bari
Antico villaggio appollaiato a metà tra il fondovalle e l'altopiano di Boniprati, sulle pendici orientali del Dos del Gal (1324 m), con profonde radici storiche: qui sono state ritrovate tombe e monete dell'epoca romana. Da visitare la chiesa di S. Giorgio, costruita su una precedente chiesa romanica di cui esiste ancora il campanile.
Nella spianata di Guait pare sorgesse un castello, che diede il nome al paese, posto a guardia di un'antica strada che comunicava con la bresciana Val Camonica.


Municipio: Via Battisti n. 12
Tel. 0465/621083 - Fax 0465/620669
c.castelcondino@comuni.infotn.it
www.comune.castelcondino.tn.it
Sindaco: Stefano Bagozzi
Festa patronale: 24/7 S. Eugenia
Il Comune di Comano Terme è stato istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2010, mediante le fusioni dei Comuni di Bleggio Inferiore e Lomaso, a seguito di referendum a suffragio universale svoltosi nell’ottobre 2009. Il territorio del nuovo Comune comprende l’antica Pieve di Bleggio che si estende sul territorio di forma triangolare delimitato dai fiumi Sarca e Duina e dai fianchi dei monti S. Martino, Sèrra e Cogórna. Il paesaggio prospetta con immediatezza la formula giudicariese esteriore dei piccoli agglomerati sparsi sui terrazzi fittamente coltivati, bagnati da brevi rivi, alternati da macchie di bosco, con la chiesa ai margini del nucleo abitato. Il Comune ha competenza amministrativa anche su parte della bella e selvaggia Val d'Algóne, porta di accesso al Parco Adamello-Brenta e mèta di molti campeggiatori e turisti durante l'estate.
L’ambito del nuovo Comune nel territorio del Lomaso, si estende tra il torrente Duina, il Sarca ed i Monti Casale, Misón e Cogórna, formando un´ampia conca affacciata sul verde dei monti che la coronano. I vari nuclei abitativi hanno l´aspetto dei tipici villaggi agricoli disposti su terrazzamenti morenici; solo Ponte Arche fa eccezione, essendo un insediamento recente di fondovalle, dove, grazie alle Terme di Comano, c'è stato un notevole sviluppo turistico. Nel resto del territorio l´economia è prettamente agricola, con particolare sviluppo dell'allevamento.
A Campo merita una visita il convento dei Padri Francescani costruito nel ‘700, mentre adagiato e nascosto nel verde dei boschi sorge Castel Campo, di origine medievale, che ha subìto numerosi rifacimenti e presenta, quindi, elementi architettonici di epoche diverse. La corte medievale con la loggia del XV sec. è racchiusa fra tre torri; all’interno delle mura si trova la cappella quattrocentesca restaurata ed affrescata agli inizi del secolo. Da Vigo Lomaso o da Dasindo si accede alla Val Lomasona, importante "biotopo" e zona umida di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico.
Il municipio del Comune di Comano Terme ha sede in Ponte Arche, paese recentemente sviluppa-tosi come polo turistico emergente, trainato dalle vicinanze delle Terme di Comano (bellissimo il parco adiacente), già note ai tempi degli antichi Romani per la cura delle malattie della pelle, peculiarità che le rende uniche in Italia ed in Europa; il nome deriva dalla mitica Sibilla Cumana, la profetessa romana che custodiva, secondo la leggenda, la "miracolosa" fonte come un tesoro.
Le frazioni che compongono il Comune sono le seguenti: Santa Croce, Duvrédo, Cillà, Bié, Tignerone, Vergónzo, Villa, Sésto, Bòno, Comighéllo, Càres (nel Bleggio) e Comano, Godenzo, Póia, Dasindo, Lundo, Vigo (nel Lomaso), oltre, ovviamente Ponte Arche.


Municipio: Via G. Prati, 1
Tel. 0465/701434 - Fax 0465/701725
protocollo@comune.comanoterme.tn.it
www.comune.comanoterme.tn.it
Sindaco: Fabio Zambotti
Il paese si trova sull'altopiano morenico di Lomaso, posto tra la valle della Duina, il Monte Cogórna e il Monte Misone e deriva dalla confluenza dei tre nuclei medievali di Sabadini, Piazza e Sotratori. E' un centro turistico e rurale, noto per l'allevamento del bestiame e per la pregiata produzione lattiero-casearia, sede del Caseificio Sociale di Pinzolo-Fiavé-Rovereto.
All'estremità di questo nucleo sorgono le chiese di S. Rocco, dei S.S. Fabiano e Sebastiano e di S. Zeno e sono particolarmente interessanti da vedere anche il palazzo dei Conti d'Arco, il palazzo Levri ed il Convento.
A circa un chilometro dall'abitato, in località Torbiera, è stato individuato un ambiente di elevata valenza bioecologica e naturalistica, definito "biotopo". In aggiunta all'interesse ambientale, la Torbiera di Fiavé si pone come stazione archeologica di rilevanza internazionale. L'intera zona ha conservato strutture e testimonianze di vita con insediamenti su palafitte, risalenti al 2300 a.C.
Il Comune è costituito anche dalle frazioni di Stumiaga e Fàvrio, piccoli villaggi tipicamente giudicariesi e dal paese di Ballino, importante via di comunicazione tra le Giudicarie ed il Garda; nella rupe sovrastante l´abitato si apre l'enorme caverna detta "la Camerona", a cui è possibile accedere.



Municipio: Piazza S. Sebastiano n. 24
Tel. 0465/735029 - Fax 0465/735024
info@comune.fiave.tn.it
www.comune.fiave.tn.it
Sindaco: Angelo Zambotti
Frazioni: Stumiaga, Fàvrio, Ballino
Feste patronali: 17/1 S. Antonio (Stumiaga), 20/1 S. Sebastiano (Fiavé), 3/2 S. Biagio (Fàvrio), 13/12 S. Lucia (Ballino)
L'antica immagine di Giustino era senz'altro quella di un villaggio tipicamente alpino. All'inizio del secolo le sue case avevano ancora la parte superiore interamente in legno e i grandi tetti erano ricoperti di “scàndole”. Il nucleo storico del paese è tuttora caratterizzato da belle case, incorniciate dal timpano ligneo e dalle larghe gronde adornate da portali e finestre di granito e da pitture sacre parietali; le fontane di pietra, gli androni, gli orti, i noci prospettano un tipico quadro altorendenese, mentre le nuove abitazioni lo hanno portato a formare un tutt'uno con Pinzolo.
L'industria del turismo ha acquistato qui, infatti, grande importanza e il territorio comunale ricade in gran parte nel Parco Naturale Adamello-Brenta. Assai vicino alle vette dolomitiche del Gruppo di Brenta ed alla Valle di Genova, Giustino da anni ormai si è dotato di valide strutture ricettive e di infrastrutture che richiamano sempre più turisti, non solo dall'Italia, ma anche dall'estero, sia in estate che in inverno.
La chiesa parrocchiale di Santa Lucia, menzionata nel 1212, fu ricostruita nel XV secolo, ampliata nel 1592 e rimaneggiata nel 1866: non mostra quasi nulla del primitivo edificio romanico e del successivo gotico. I due portali sono granitici, come il basamento del campanile ottocentesco. L'interno è ad una navata, rinascimentale, con mezze colonne ed arconi di granito. Notevole è l'altar maggiore, ligneo e scolpito, dorato e dipinto: è considerato un capolavoro del bresciano Stefano Lamberti e fu a lui commissionato nel lontano 1530 dalla comunità di Giustino. Nell'arco di trionfo ci sono due affreschi sovrapposti, testimonianze del ciclo di Simone Baschenis del 1535: sotto la “Morte della Madonna”, sopra la “Nascita di Gesù”. Due altari lignei seicenteschi si trovano ai lati. Sulle vetrate dell'abside è rammentata l'emigrazione rendenese.


Municipio: Via Presanella
Tel. 0465/501074 - Fax 0465/503670
comune@pec.comune.giustino.tn.it
www.comunedigiustino.it
Sindaco: Jospeh Masè
Festa patronale: 29/6 S. Pietro
Il più piccolo Comune del Trentino ed è pure uno dei comuni meno popolati di tutta l´area alpina, a causa anche dello spopolamento avvenuto con le emigrazioni del primo dopoguerra. Il paese è l'unico, in Val Rendena, situato su di un terrazzo laterale al solco del Sarca, sulle pendici occidentali del Monte della Costa di Nambì (m 1803), disposto attorno all'ampia piazza in vista della valle e del massiccio dell'Adamello-Presanella.
Il territorio del Comune è piuttosto esteso: dal versante vallivo verso il Sarca, ai 3354 metri del Monte Làres. Al margine del terrazzo si trova la chiesa della Madonna di Loreto del 1758 (ricostruita nel 1862). Dalla fontana in granito della piazza si sale al dosso della chiesetta medievale di San Giovanni Battista, un tempo con eremita, decorata nel 1534 da Simone Baschenis. Resti di affreschi (Crocifissione) sono visibili sulla facciata est; il S. Cristoforo affrescato con santi e paesaggio rendenese, sullo sfondo si trova a sinistra del grande portale granitico. Altare ligneo di bottega locale del XVI secolo con aggiunte barocche all'interno.
Da Massimeno si diparte una vecchia mulattiera che sale ai fienili di Plan e alla Malga Movlina, quest'ultima situata a 1746 metri. Dalla fontana della piazza ci si inerpica sulla dorsale boscosa con una serie di tornanti. Dopo un piccolo capitello si giunge ai fienili di Plan, a quota 1588 metri; proseguendo per la strada forestale ci si porta sul crinale di Malga Movlina, balcone di vasti pascoli aperto sull'Adamello e sul massiccio del Vallón, nelle Dolomiti di Brenta.


Municipio: Via Della Chiesa, 3
Tel. 0465/501247 - Fax 0465/501248
c.massimeno@comuni.infotn.it
www.comune.massimeno.tn.it
Sindaco: Enrico Beltrami
Festa patronale: 10/12 Madonna di Loreto

Sorge sul conoide di deiezione formato dal Bedù di Pelugo o Bedù II, sulla cui sponda destra si trova l'imbocco della gola terminale della Valle di Borzago che sale ai ghiacciai del Làres e del Carè Alto. Il paese fu ricostruito dopo l'incendio del 4 marzo 1922.
Sul piano a SE del paese si trovavano i casolari di Arena, nominati nel 1364, e distrutti, pare, da una delle cattive alluvioni del Bedù. La leggenda invece dice che furono dati alle fiamme da Carlo Magno. Il paese, infatti, è assai antico e dominato dal castelliere preistorico di S. Zeno. Vi fiorivano l'industria del legname, della seta, l'artigianato del ferro battuto (fucine sul Bedù) e la torchiatura dell'olio di noce. Importante per l'economia di oggi è l'edilizia e la lavorazione del legname.

Municipio: n. civ. 2
Tel. 0465/801132 - Fax 0465/800326
comune@comune.pelugo.tn.it
www.comune.pelugo.tn.it
Sindaco: Mauro Chiodega
Festa patronale: Festa dell'Angelo (ultima domenica di luglio)


Il Comune di Pieve di Bono-Prezzo è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2016 dalla fusione dei Comuni di Pieve di Bono e Prezzo.

La conca di Pieve di Bono, luogo di scambi commerciali e di comunicazione anche nei secoli scorsi, è dominata dalle enormi spettrali rovine di Castel Romano e, tutt'attorno, su verdi pendii terrazzati, si affacciano i villaggi conferendo all'ambiente una netta individualità.
La Pieve di Bono risulta tra le antiche Sette Pievi che costituivano il territorio delle Giudicarie. Da visitare la chiesa di S. Giustina, anteriore al '200, la cappella della parrocchiale con importanti affreschi di Giovanni Badile, dei primi del ´400, le chiese curaziali.
Inoltre, di particolare interesse, Castel Romano, del 1253, sede dei Signori di Arco e di Lodrone, palazzo con portale cinquecentesco a Creto e l'antico edificio rustico sede della Magnifica Comunità Generale a Frugone (Agrone).

Il piccolo paese di Prezzo sorge in posizione soleggiata e panoramica, disposto a gruppi sulle pendici orientali del Dos Alt (1291 m) e Monte Melino (1422 m), sulla strada per l'altopiano di Boniprati, con le bianche case, spesso incorniciate da viti rampicanti di “uva fraga” e ombreggiate da frondosi noci. Il paese fu interamente ricostruito dopo le devastanti distruzioni causate dalla Grande Guerra. Da visitare la chiesa parrocchiale dedicata a S. Giacomo, di origine medioevale.
Caratteristica la zona di Zeprio, dalla quale si può salire ai pascoli del Monte Melino, al Dos Alt ed alla Cima Cleve ed anche la località di Boniprati (1157 m) che offre un incantevole altopiano immerso nel verde, luogo ideale per chi ama la montagna, le passeggiate nella natura, i fiori alpini ed i funghi ed in inverno offre una pista da fondo e notevoli itinerari di sci alpinismo.

Municipio: Fraz. Creto - Via Roma n. 34
Tel. 0465 674001 - Fax 0465 670270
info@comune.pievedibono-prezzo.tn.it
http://www.comune.pievedibono-prezzo.tn.it
Sindaco: ATTILIO MAESTRI
Feste patronali: 17/1 S. Antonio (Agrone) - 16/7 S. Maria del Carmine (Strada) - 25/7 S. Giacomo ap. (Prezzo) - 10/8 S. Lorenzo (Por) - 16/8 S. Rocco (Cologna) - 28/8 S. Felicissimo (Creto) - 7/10 S. Giustina (Creto).
Pinzolo è situato al fondovalle tra maestose montagne e nei pressi della confluenza dei due maggiori rami del Sarca (Sarca di Genova e Sarca di Campiglio), nel punto in cui la piana alluvionale raggiunge la sua massima ampiezza. Celebre centro del turismo alpinistico già all'inizio del secolo, nel secondo dopoguerra si è espanso urbanisticamente, fino a coinvolgere tutto il fondovalle da Giustino a Carisolo. E' luogo turistico invernale ed estivo, base di partenza per ascensioni e traversate nel Gruppo Adamello-Presanella, nelle Dolomiti di Brenta e nel Parco Naturale Adamello-Brenta.
L'economia è fiorente anche per l'industria e l'artigianato del legname, il commercio, l'allevamento del bestiame e l'industria alimentare.
La storia medioevale conosce Pinzolo attraverso documentazioni scritte a proposito della sua storia economica e religiosa e soprattutto per la presenza di una delle prime Compagnie dei Battuti del Trentino. L'archivio comunale di Pinzolo conserva una recente versione dello statuto della Confraternita; tuttavia questa lasciò un nucleo di testimonianze ben più ampio e concreto della sincerità e del fervore che la ispiravano. I Battuti erano una congregazione religiosa formata da laici dediti a una spiritualità fatta di lunghe orazioni, di severe penitenze e di azioni sociali e caritative.
L'importante chiesa cimiteriale dedicata oggi a San Vigilio ha origini antiche: risale probabilmente a prima del Mille; nei primi decenni del XVI secolo le sue dimensioni erano ridotte. Nel 1539 Simone Baschenis ne decorò la parete sud eseguendovi il famoso Trionfo della Morte con la relativa Danza Macabra, i Sette Peccati Capitali e la Resurrezione di Cristo.
Nel 1823 nacque a Pinzolo Nepomuceno Bolognini, una delle figure più rappresentative del Risorgimento trentino. Egli fondò, nel 1882, nel suo paese natale, la SAT - Società Alpinisti Tridentini, approfondì e divulgò la conoscenza della storia e del folclore di Pinzolo. Coerentemente alla sua vocazione turistica e montana, nel 1952 fu costruito qui il primo Corpo di Soccorso Alpino italiano, grazie all'opera di Angiolino Binelli.
La prima guerra mondiale ebbe uno dei suoi più importanti teatri nella zona dell'Adamello e non risparmiò il paese di Pinzolo, sia in termini di morti che di pericoli e di difficoltà. Peraltro la povertà dell'intera Val Rendena e di Pinzolo spinsero, soprattutto all'inizio del secolo, molti dei suoi abitanti ad abbandonare la loro terra, emigrando alla ricerca di lavoro e di un minimo di benessere. Agli arrotini di Pinzolo, i “moléte”, che girarono il mondo con la mola ad affilare coltelli e lame nel 1969, fu eretto un monumento all'entrata del paese.
Del territorio comunale fanno parte anche le frazioni di Sant'Antonio di Mavignola (1120 m) e di Madonna di Campiglio, adagiata a 1550 metri di quota, nella bellissima conca tra il gruppo delle Dolomiti di Brenta e i ghiacciai dell'Adamello e della Presanella, lanciata turisticamente nella seconda metà del secolo scorso. La “perla del Brenta” venne trasformata nel ricercatissimo luogo di soggiorno per la nobiltà e la ricca borghesia austriaca e mitteleuropea. Tra i suoi ospiti, nel 1889 e nel 1894, ebbe addirittura la principessa Sissi e l'imperatore Francesco Giuseppe.
Nel Parco Adamello-Brenta, 450 km di sentieri di montagna possono sembrare nude cifre; soltanto chi li percorre a piedi, in mountain-bike o a cavallo percepisce le incredibili suggestioni che Madonna di Campiglio in estate offre ai suoi frequentatori. Bastano pochi passi fuori dal centro abitato per immergersi in un girotondo di laghi, vallette, ruscelli, malghe, rifugi, al cospetto delle vette maestose infuocate dal sole.


Municipio: Via della Pace n. 8
Tel. 0465/509100 - Fax 0465/502128
info@comune.pinzolo.tn.it
www.comune.pinzolo.tn.it
Sindaco: Michele Cereghini
Frazioni: Madonna di Campiglio, S. Antonio di Mavignola
Feste patronali: 17/1 S. Antonio ab. (Mavignola), 10/8 S. Lorenzo (Pinzolo) 15/8 S. Maria Assunta (M. di Campiglio)

Il Comune di Porte di Rendena è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2016 dalla fusione dei Comuni di Villa Rendena, Darè e Vigo Rendena.

Il paese di Villa Rendena è posto all'imbocco meridionale della Val Rendena, nel punto in cui il torrente S. Valentino si getta nella Sarca. Come diversi villaggi giudicariesi è stato ricostruito dopo i furiosi incendi che all'inizio dello scorso secolo avevano distrutto le sovrastrutture lignee delle massicce case rendenesi.
La passata attività economica di Villa Rendena è legata ad alcune attività artigianali tradizionali. Assai rinomato era l´artigianato degli zoccoli di legno, che ebbe un forte impulso durante la seconda guerra mondiale. A Iavrè vi era pure una scuola statale di pizzi e merletti, innestatasi sull'antica attività familiare, un tempo assai apprezzata. Queste attività artigianali e industriali erano comunque affiancate da una solida economia silvo-pastorale. Lo testimoniano le numerose baite che punteggiano i versanti della Valle di S. Valentino che, con le cascate formate dal Rio Bedù, è una delle più belle "porte" dell'Adamello Trentino e del Parco Adamello-Brenta. Nella parte più profonda del solco di valle confluiscono tre alte convalli solitarie: la Vallina, la Valletta Alta, la Val Dossà. In quest'ultima sorge il bivacco Dosson, spartano ricovero a 2300 m, sotto il Passo delle Vacche, che costituisce un valico per la selvaggia Val di Daone.

L'originario nucleo del paese di Darè è posto sul fondovalle della Sarca e sta proponendo un nesso urbanistico con il vicino paese di Vigo, alla cui parrocchia appartiene dal punto di vista religioso. L'oratorio di S. Rocco fu eretto in occasione della peste nel 1579 e riedificato nel XIX secolo. Alcune delle case che si sono salvate dai cinque incendi che distrussero il paese (l'ultimo fu nel 1962) presentano le tipiche strutture architettoniche rendenesi: ampio tetto a due spioventi coperto di “scàndole”, timpano e sovrastrutture lignee, portali in granito.

Vigo Rendena (dal latino "vicus" - villaggio) è comunità particolarmente orgogliosa del proprio nome e delle proprie origini. Etimo e storia attestano la sua nascita con i primi insediamenti umani nella valle: quale entità fissa ed autonoma è da far risalire all'era gallica e, precisamente, verso il secolo IV a.C. Lo storico Tacito, nel I secolo d.C., ha lasciato scritto che i piccoli insediamenti umani, censiti nelle nostre aree alpine, ancora nel 100 a.C. eran "pagus" che convergevano in centri più organizzati chiamati "vicus".
Da quanto risulta dal materiale d'archivio storico, le notizie finora ritrovate sull'esistenza e sui regolamenti della comunità di Vigo, risalgono a pergamene che trattano delle ripartizioni del territorio con le vicine comunità di Pelugo, Iavrè e Darè. Il documento più antico è datato 1384 ed è relativo al tracciato di confine (massi su cui sono state scolpite delle croci). La storia del paese è stata un susseguirsi di unione e separazione politico-amministrativa con Darè e Iavrè.
Per quanto riguarda l'economia del paese, il settore edilizio ha avuto una notevole espansione dal secondo dopoguerra; inoltre è sede di un importante artigianato mobiliero specializzato in divani, poltrone e salotti.

Il centro di Verdesina appartenne al comune di Villa Rendena fino al 1788, quando ottenne l'autonomia comunale. Sul finire dell'800, gli amministratori dei Comuni di Villa Rendena, Iavrè e Verdesina furono contattati dal Capitano Distrettuale di Tione con l'intento di rendere possibile la loro unione in un unico ente ma questo tentativo si risolse con un nulla di fatto. Dopo la prima guerra mondiale vi fu in tutto il Trentino una cospicua riduzione del numero di Comuni e tTale cambiamento riguardò anche Villa Rendena, Verdesina e Javrè, che, in forza del Regio Decreto del 6 maggio 1928 n. 1183, si trovarono uniti in un unico Comune facente capo Villa Rendena.

Municipio: Fraz. Villa Rendena - Via di Verdesina n. 9
Tel. 0465/321370 - Fax 0465/321818
protocollo@comuneportedirendena.tn.it
www.comuneportedirendena.tn.it
Sindaco: ENRICO PELLEGRINI
Feste patronali: 20/1 SS. Fabiano e Sebastiano (Verdesina) - 10/8 S. Lorenzo (Darè-Vigo) - 15/8 S. Maria Assunta (Iavrè) - 11/11 S. Martino (Villa)
Il Comune di San Lorenzo Dorsino è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2015 dalla fusione dei Comuni di San Lorenzo in Banale e Dorsino.

San Lorenzo è formato dalle antiche Sette Ville (Berghi, Dolàso, Glòlo, Pergnano, Prato, Prusa e Senàso). In località Glolo sono ancora visibili le rovine di Castel Mani, appartenuto al Vescovato di Trento, che aveva lo scopo di controllare l´importante nodo stradale di S. Lorenzo. Da qui si gode uno splendido panorama sulla vallata e sulla piana del Sarca. L'abitato di S. Lorenzo è ricchissimo di capitelli molto ben conservati, grazie all'opera di restauro recentemente intrapresa.
Negli ultimi decenni S. Lorenzo è divenuta mèta di soggiorni sportivi di varie discipline, in particolare calcio e nuoto, grazie alla presenza di un attrezzato e funzionale centro sportivo e di una buona struttura ricettiva. Inoltre, l'altitudine di 800 metri, la presenza di una rigogliosa vegetazione e l'assoluta tranquillità, rendono il paese particolarmente adatto all'ossigenazione ed al relax e base per escursioni, ascensioni e traversate in Val d'Ambiéz e nel Gruppo del Brenta.
Le bellezze delle Sette Ville hanno permesso a San Lorenzo di far parte del club dei "Borghi più Belli d'Italia", associazione nata nel 2001 su impulso dell'ANCI (Associazione Comuni Italiani) per valorizzare il grande patrimonio di arte, storia, cultura, ambiente e tradizioni presenti nei piccoli centri italiani.

Dorsino si trova allo sbocco della Val d'Ambiéz, sopra un breve terrazzo morenico creato dalle acque del Sarca. Fino agli anni '50 vi erano ancora due case dal tetto di paglia. L´aspetto attuale è dovuto alle numerose ricostruzioni seguite agli incendi che devastarono il paese.
L'attuale parrocchiale è stata consacrata nel 1958, prendendo il posto della chiesa di S. Giorgio, di fattura quattrocentesca, al cui interno sono conservati gli affreschi di Cristoforo Baschenis.

Il Comune comprende anche le frazioni di Andògno e Tavòdo; quest'ultima è l'antichissima sede della Pieve del Banale, con la chiesa dedicata all'Assunta. Altri centri abitati sono Némbia (posto proprio sul confine giudicariese, prima del territorio di Molveno), Déggia (interessante il Santuario dedicato alla Madonna di Caravaggio) e Moline (suggestivo antico sobborgo).

Municipio: Piazza delle Sette Ville, 4 - Fraz. San Lorenzo in Banale
Tel 0465-734023
Fax 0465-734638
Mail: segreteria@comune.sanlorenzodorsino.tn.it
www.comune.sanlorenzodorsino.tn.it
Sindaco: Albino Dellaidotti
Frazioni: San Lorenzo e Dorsino
Feste patronali: 10/8 S. Lorenzo, 17/1 S. Antonio (Dolàso), 31/1 S. Giovanni Bosco (Prusa e Prato), 9/2 S. Apollonia (Berghi), 20/1 S. Sebastiano e 16/8 S. Rocco (Pergnano), 17/7 S. Alessio (Glòlo), 21/9 S. Matteo (Senàso), 26/5 Madonna di Caravaggio (Moline e Déggia), 23/4 S. Giorgio (Dorsino), 26/7 S. Anna (Andògno), 18/8 S. Agàpito (Tavódo).
Il Comune di Sella Giudicarie è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2016 dalla fusione dei Comune di Bondo, Breguzzo, Lardaro e Roncone.

Il paese di Roncone è composto da gruppi di case con la precisa fisionomia urbanistica dei vecchi agglomerati che si affacciano sull'Adanà: protetti da muri e intercalati da piazze con fontane in granito, percorsi da vie selciate, con androni e case affrescate a motivi sacri e bei portali.
Nel 1958 Roncone fu collegato - primo paese del Trentino - a Malga Avalina e a Malga Pozze da un lungo lattodotto (5700 m). Accanto all'allevamento, all'artigianato del legno, alla fabbrica di armi e all'industria, si è sviluppato il turismo (attrezzature ricettive e sportive), grazie anche al piccolo laghetto a valle dell'abitato, originato da sbarramento alluvionale e recentemente sistemato. Vi si trovano numerosi alberghi, agritur, ristoranti tipici, appartamenti e case per vacanze.
Nella parte alta del paese domina la chiesa parrocchiale di S. Stefano, barocca (del 1624, ampliata nel 1654), con campanile a torre e l'armonica facciata, rifatta negli ultimi tempi. Nell'interno cantoria e cassone dell'organo in legno intagliato, pregevole opera dell'intagliatore locale Gian Battista Polana. In mezzo alla tribuna d´orchestra, Davide appoggiato all'arpa e, sulla sommità della cassa, che mirabilmente incornicia le canne del vecchio organo, due angeli musicanti. Da ammirare, inoltre, l'altare ligneo del Sacro Cuore, una volta del SS. Sacramento, impegnativa opera di G.B. Polana, del quale è pure un terzo altare ligneo, mentre quello della Pietà è del 1640.
La pala dell'Assunta coi SS. Stefano e Vigilio, in elegante cornice di marmo, è opera del XVIII secolo. La decorazione è di Matteo Tevini (1936). Degno di nota il portale a cui si accede per un'ampia gradinata eretta nel 1848.

L'abitato di Bondo sorge su terreno morenico, allo spartiacque tra il bacino del Sarca e quello del Chiese, alla confluenza del torrente Fiana con l'Arnò, al centro di un interessante paesaggio morfologico. La parrocchiale di S. Bartolomeo s'innalza ai margini settentrionali del nucleo storico. Di origine medievale, sono menzionate le ricostruzioni del XV sec. (consacrata nel 1445) e del secolo successivo (1590). Fu rimaneggiata in epoca barocca (1613 e 1795) e ampliata nel 1886. Accoglie due altari lignei barocchi (XVII e XVIII sec.) di scuola locale.
All'ingresso del paese, venendo da nord, sulla sinistra della statale, si erge il cimitero-monumento ai Caduti austriaci (oltre 700 salme) nella Guerra dell'Adamello (1915-18); occupa un rilievo al quale si accede per gradinate ed è costruito con granito della Valle di Breguzzo. Dalla stessa valle proviene il marmo bianco dei gruppi scolpiti tra i quali, notevoli, il “cervo morente” e i due grandi altorilievi del monumento sommitale (la guerra e l'aratura). A oriente del camposanto, nella “penisola” posta alla confluenza dei profondi solchi dei torrenti Fiana (Val Gavardìna) e Arnò (Val Breguzzo), si trova un poggio verde, molto panoramico, che si sospetta possa aver accolto un castelliere preistorico.
A Bondo furono rinvenute due lame di pugnali di bronzo della prima età del ferro, monete romane e, nel costruire la cappella mortuaria al Fortìn (1918) “parecchie urne cinerarie con avanzi ossei, un monile d´oro, quattro monete romane” (G. Roberti, 1954). Nel giardino di una villa ottocentesca, ai margini sud del paese, c'è un secolare, maestoso, cedro deodara.
Tradizionalmente l'economia del paese è basata sull'artigianato del legno, ma negli ultimi decenni ha avuto impulso anche quella turistica.
Bondo costituisce inoltre la base per varie escursioni: Carè Alto m 3462, Cóp di Casa m 2965, Cop di Breguzzo m 2997, Danèrba m 2910, Cima d´Arnò m 2849, Cima Valbona m 2889 ed alla catena della Gavardìna (Alpi di Ledro).

Breguzzo è un ridente paese posto in una cornice di prati e di campi ondulati, sospeso tra la Valle del Chiese e quella del Sarca, ai piedi del monte Cengledino. Il paesaggio è piacevolmente alpestre e data la sua media altitudine (m 800 slm), con l´ottimo clima di tipo alpino, secco e fresco, è luogo particolarmente indicato per soggiorni climatici della "terza età". Non di meno anche il turista giovane ha la possibilità di trovare adeguate attrezzature sportive (tennis, calcio, roccia), nonché di compiere numerose ed interessanti passeggiate alla scoperta dell'ambiente ancora incontaminato che lo circonda. Negli ultimi anni, accanto al tradizionale artigianato del legno, si è considerevolmente sviluppato il settore turistico. La chiesa parocchiale ottocentesca di S. Andrea contiene una pala attribuita a Palma il Giovane.
L'origine del nome di Breguzzo è molto complessa. Il toponimo ha assunto, infatti, diverse forme nel corso del tempo (Bregunzio 927 - Burgusio 1193 - Breguzzo 1667). La molteplicità delle forme deriva dalla presenza di due filoni: celtico, risalente ai Galli Cenomani, e longobardo. Esiste anche una leggenda secondo la quale Breguzzo sarebbe stato fondato da un carbonaio che indossava pantaloni molto larghi ossia delle "bragaze". Per Breguzzo passava l´antica strada che collegava il Bresciano con il Trentino Occidentale.
Dal paese una carrozzabile (km 11) risale la Valle di Breguzzo, una pittoresca valle, compresa nel Parco Naturale Adamello Brenta, contornata da fertili prati, solcata in tutta la sua larghezza dal torrente Arnò e chiusa a nord-ovest da monti che raggiungono i 3000 metri di quota. E´ zona protetta molto interessante sia dal punto di vista geologico che dal punto di vista naturalistico. L´escursionista può trovare ristoro presso rifugi e malghe.

Il paese di Lardaro, nel periodo antecedente la prima guerra mondiale, era sede di una guarnigione austriaca, con la presenza dei forti austriaci di Larìno, Reveglèr e Danzolìno. In questa zona passa il “Sentiero della Pace”, che, partendo dal Passo del Tonale, percorre il confine provinciale fino alla Marmolada, sui luoghi teatro della Grande Guerra.
La parrocchiale, posta ad occidente della linea collinare mediovalliva, è dedicata alla Decollazione di S. Michele Arcangelo. Ha un agile portale barocco ed è affiancata dal campanile a torre, forma tipica della Valle del Chiese, che ricorda il paesaggio del vicino bresciano. Del resto anche il modo di suonare le campane è, in tutta la valle, di tipo lombardo, e non a stormo come avviene nelle altre valli del Trentino.
Di origine medievale, è menzionata la sua consacrazione del 1530. L'attuale edificio è opera della ricostruzione curata da maestranze comasche tra il 1739 e il 1742. Il vecchio organo ottocentesco di G. Alghisio da Ponte Lezza di Como (1850) fu distrutto dai bombardamenti italiani della prima guerra mondiale e poi sostituito con uno del Mascioni. In corrispondenza della chiesa c'è la piazza, che forma un quadrilatero tra le vecchie case.

Municipio: Fraz. Roncone - P.zza C. Battisti n. 1
Tel. 0465/901023 - Fax 0465/901881
comune@comune.sellagiudicarie.tn.it
Sindaco: FRANCO BAZZOLI
Feste patronali: 11/6 S. Barnaba (Bondo) - 16/7 S. Maria del Carmine (Bondo) - 4^ domenica di luglio: S. Luigi (Breguzzo) - 15/8 S. Maria Assunta (Roncone) - 26/9 S. Cipriano (Fontanedo) - 29/9 S. Michele Arcangelo (Lardaro) - 30/11 S. Andrea (Breguzzo) - 26/12 S. Stefano (Roncone)
Come centro abitato Spiazzo è piuttosto recente. Inizialmente vi sorgevano la chiesa, la canonica e qualche fabbricato di servizio, che servivano alle vicine libere comunità di Mortaso, Borzago, Fisto e Chés, ora frazioni del Comune.
La sua origine va ricercata nell'esistenza di un Santuario dedicato a S. Vigilio. Qui infatti è il luogo dove il vescovo trentino avrebbe subito il martirio il 26 giugno 405, durante il suo ultimo viaggio missionario. La tradizione vuole, infatti, che dove ora c'è l´altare maggiore della chiesa di S. Vigilio sorgesse la stele di Saturno, che il vescovo avrebbe abbattuto, provocando la tragica reazione della popolazione pagana. Il luogo fu comunque dedicato al culto cristiano ed il paese è considerato la sede storica della Pieve di Rendena.


Municipio: Via San Vigilio n. 2
Tel. 0465/801074 - Fax 0465/802037
c.spiazzo@comuni.infotn.it
www.comunespiazzo.it
Sindaco: Michele Ongari
Frazioni: Borzago, Mortaso, Fisto, Chés
Feste patronali: 26/6 S. Vigilio (Spiazzo), 5/8 Madonna d. Neve (Mortaso), 15/9 Madonna Addolorata (Fisto), 7/10 Madonna del Rosario (Borzago)

Centro di importanza storica, situato ai piedi del monte Brugnól, Sténico si trova racchiuso in una conca formata a nord dal Dos de la Forca, che si apre a sud verso la gola del Sarca (forra del Limarò). E' ricco di palazzi nobiliari, testimonianza della sua storia e grandi case tipicamente giudicariesi, alcune delle quali ornate di finestre, bifore e trifore, loggiati, androni, portali, ballatoi e ponti, mentre nella piazza si trova una monumentale fontana in granito.
Si tratta di un antico villaggio e numerosi ritrovamenti archeologici fanno pensare ad un centro abitato già in epoca preistorica; i reperti (oggetti di bronzo e monete dell'epoca romana) sono state rinvenute in loc. Calféri.
Di particolare interesse la chiesa parrocchiale che ha un'origine molto antica ed il castello medioevale, uno dei manieri più importanti e significativi dell'intero Trentino, che riassume la lunga, movimentata e dignitosa vicenda storica giudicariese. Infatti il castello è stato residenza del Principe Vescovo Bernardo Clesio e, per molto tempo, del capitano vescovile delle Giudicarie e di tutta la sua corte.
Del Comune fanno parte anche le frazioni di Séo (il paese più alto di tutta la valle, con i suoi 832 metri di altitudine), Sclémo (paesino con pregevoli tratti architettonici; vi si trova una lapide a ricordo della Battaglia di Sclemo, fatto d´armi del Risorgimento italiano nel 1848), Premione (villaggio ritenuto di origini molto remote, alla luce dei ritrovamenti testimonianti l'arte preromanica cristiana rinvenuti in loco) e Villa Banale (piccolo centro situato alle propaggini meridionali dell'Altopiano del Banale), sul ciglio che scende nella gola del Sarca.


Municipio: Via Garibaldi, 2
Tel. 0465/771024 - Fax 0465/771100
segreteria@comune.stenico.tn.it
www.comune.stenico.tn.it
Sindaco: Monica Mattevi
Frazioni: Séo, Sclémo, Premione, Villa Banale
Feste patronali: maggio SS. Trinità (Villa), 26/6 S. Vigilio (Stenico), 29/6 SS. Pietro e Paolo (Sclemo), 29/9 S. Michele (Séo), 13/12 S. Lucia (Premione)


E' il Comune più popoloso delle intere Giudicarie ed è composto, oltre che dal capoluogo, dalle frazioni di Lodrone, Darzo e Riccomassimo.
Il paese di Storo è disteso ai margini della piana alluvionale del fiume Chiese, nei pressi dello sbocco del torrente Pàlvico, che scende dalla Val di Ledro. Gli antichi rioni di Storo, fortemente pittoreschi, composti da case con elementi caratteristici (ballatoi, corti, dipinti sacri murali, ecc.), sono intersecati da stradine selciate, androni, piazze con fontane di granito.
E' un importante centro culturale, commerciale, industriale, artigianale e anche agricolo, in collegamento con la vicina zona lombarda. Da visitare la parrocchiale di S. Floriano, del 1199, con antico organo e tele preziose del Romanino, e la chiesetta di S. Lorenzo, del XV secolo, con affreschi dei Baschenis. Nei dintorni del paese da ammirare le cascate della Fontana Bianca e Fontana Santa.
La frazione di Darzo è dotata di una complessa struttura sportiva: campi da calcio, campi da tennis scoperti e coperti, campi da bocce. Da visitare la chiesetta barocca di S. Michele, con affreschi del Cinquecento, e la chiesa di S. Giovanni Nepomuceno del 1754.
Il paese di Lodrone è posto ove la Val del Chiese raggiunge la sua massima larghezza; qui sono ancora vive le testimonianze della famiglia Lodrón (una tra le famiglie più potenti del Trentino nel Medioevo): la Rocca di Santa Barbara (XI secolo), Palazzo Bavaria (ricostruito nel XVI secolo) e Palazzo Lodrón del Caffaro, del medesimo periodo. Presente anche l'arte sacra nella chiesetta della Madonna dell'Aiuto (XVIII secolo) e nella parrocchiale (1499), nella quale sono visibili affreschi dei Baschenis.
La piccola frazione di Riccomassimo, composta da una cinquantina di abitanti, è posta in posizione elevata (755 m), a circa tre chilometri da Lodrone, sull'estremo margine meridionale delle Giudicarie. Una stradina forestale collega il paese con la borgata bresciana di Bagolino.


Municipio: Piazza Europa n. 3
Tel. 0465/681200 - Fax 0465/686026
protocollo@comune.storo.tn.it
www.comune.storo.tn.it
Sindaco: Luca Turinelli
Frazioni: Darzo, Lodrone, Riccomassimo
Feste patronali: 25/3 SS. Annunziata (Lodrone), S. Floriano (Storo), 16/5 S. Giovanni Nepomuceno (Darzo), 10/8 S. Lorenzo (Storo)

Il paese si trova sul conoide alluvionale che scende dal Monte Mezùl, nel punto in cui il torrente Ruina si getta nel Sarca. Le sue origini sono molto remote: si presume, da date rinvenute su alcune abitazioni, esistesse già prima del 1300. La tradizione narra che, prima del paese di Strembo, ci fosse un piccolo abitato in località “Afcei”, risalente a circa il 1150, fra i paesi di Strembo e Mortaso.
Strembo fu sempre un paese libero e indipendente. Questo è anche dimostrato dal fatto che i castellani Bertelli di Caderzone non riuscirono mai ad imporre ad esso alcun gravame. Strembo fu anche risparmiato dalla peste del 1630, grazie allo sbarramento sorvegliato giorno e notte che fu praticato per impedire la diffusione di tale epidemia a nord e a sud del paese.
In paese quasi tutti possedevano delle capre che dalla primavera all'autunno venivano radunate giornalmente ai “Tampleli”, dove il “cavrèr”, con il suo corno in spalla e l´immancabile bastone, conduceva al pascolo.
Soprattutto in autunno e in inverno molti capi famiglia diventavano “moléti” e giravano con la “mola” ad arrotare coltelli e forbici. I più intraprendenti si recavano anche all'estero, dove i guadagni erano più consistenti. Inoltre molti abitanti si sono recati a Trieste come salumai e vi si sono poi stabiliti. Ancora oggi molte salumerie di Trieste sono di proprietà di oriundi di Strembo.
Ripide stradine intersecate da androni e ampie case antiche giudicariesi caratterizzano questo paese, le cui occupazioni principali sono l´industria del legname, l'allevamento e le confezioni di carni insaccate. Nella chiesa parrocchiale, di origine medievale, dedicata a S. Tommaso, si trova l'interessante pala dell'altar maggiore opera di Giovanni Andreis. Inoltre Strembo è la sede del Parco Naturale Adamello-Brenta.


Municipio: Via Garibaldi, 7
Tel. 0465/804503 - 0465/670459
comune.strembo@comuni.infotn.it
www.comune.strembo.tn.it
Sindaco: Guido Botteri
Festa patronale: 3/7 S. Tommaso apostolo

In favorevole posizione, punto di convergenza delle Valli del Chiese, Rendena e Giudicarie Esteriori, è piacevole punto di partenza per bellissime gite ed escursioni nei gruppi dell'Adamello, del Brenta e del Càdria (Alpi di Ledro). In ogni stagione Tione e i suoi dintorni appagano il visitatore più esigente offrendo un ampio ventaglio di itinerari ambientali, naturalistici ed artistici.
Tione si sviluppa ai piedi del Monte Gaggio, in una conca che l'ha fatto conoscere anche con il nome di "Busa". Il ripiano su cui è posto il paese è attraversato dal fiume Sarca e dal torrente Arnò. E' il capoluogo delle Giudicarie, nonché il suo centro amministrativo, con la sede del Comprensorio, commerciale, scolastico e decanale.
Tione assunse rilievo nella vita giudicariese solo dopo che qui fu spostata la sede giurisdizionale, prima a Stenico. Successivamente, con la riorganizzazione amministrativa e la conseguente abolizione del Principato Vescovile di Trento, crebbe d´importanza diventando via via sede di tutti gli uffici giuridici, politici ed amministrativi.
Come borgata, Tione si è sviluppata dopo l´ultima guerra, estendendosi verso nord e allargandosi dai piedi del monte fin oltre la circonvallazione. Il paese ha comunque mantenuto la suddivisione in antichi rioni: Brevine, Cantes, Ville, Pleù, Sivrè e Basso Arnò.
E' per tradizione sede industriale (lavorazione del legname, forme per calzature, fonderie, lavorazione di materie plastiche e del marmo, autoaccessori, industrie alimentari e di costruzioni, pescicolture), artigianale (mobili, officine, maglierie) e commerciale.
La frazione di Saone si estende nella parte nord-est della Busa, sulla sponda destra del Sarca. Fino al 1700 dipendeva dalla Pieve di Bleggio. Dal 1810 al 1821 divenne frazione del Comune di Tione; dal 1822 al 1927 fece comune a sé e dal 1928 tornò frazione del Comune di Tione, pur mantenendo una propria specifica identità. Caratteristica la chiesetta di S. Giovanni Battista, a due chilometri dal paese, sulla statale per Ponte Arche.


Municipio: Piazza C. Battisti n. 1
Tel. 0465/343110 - Fax 0465/343119
info@comunetioneditrento.it
www.comunetioneditrento.it
Sindaco: Mattia Gottardi
Frazioni: Saone
Feste patronali: 29/8 S. Giovanni (Saone), 5/9 S. Vittore (Tione), 13/11 S. Brizio (Saone)
Il Comune di Tre Ville è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2016 dalla fusione dei Comuni di Ragoli, Preore e Montagne.

Il paese di Ràgoli è situato sulla sinistra orografica del fiume Sarca, ai piedi del monte Irón (m 1864) e gode di un clima particolarmente mite, dovuto alla sua esposizione a sud-est. Coltura e Péz sono i due piccoli abitati che completano l'ex Comune di Ràgoli, mentre il "nucleo centrale" è a sua volta formato da quattro agglomerati: Fèvri, Vic, Bolciana e Baltràm. Questi sono posti su un cono di deiezione di diversa posizione e collegati tra loro da stradine e belle gradinate. Fa parte di Ragoli anche il centro di Palù a Madonna di Campiglio, stazione turistica di livello internazionale.
Nel secolo XIX il paese di Ràgoli era noto per le sue cave ricche di marmo nero dalle quali si estraevano blocchi di notevoli dimensioni, che venivano utilizzati nella costruzione di chiese, campanili, colonne d´altari, fontane, ecc. Se ne possono ritrovare testimonianze, oltre che nella parrocchiale di S. Faustino (le acquasantiere e gli altari laterali), anche a Padova, nella chiesa di S. Nicolò, ed a Vienna, nel Museo di Scienze Naturali.
Importanti, a Ràgoli, anche i dipinti dei Baschènis presenti nella cappella del locale cimitero, le numerose cancellate in ferro battuto e le croci di ferro issate su graniti. Da ricordare i villaggi di Irón e Cerana, disabitati dal 1630 (quando la peste uccise tutti gli abitanti), rimasti ancora inalterati nella loro struttura urbanistica ed architettonica.
Ràgoli è posto all'imbocco della Val D'Algone, che costituisce il principale accesso al Parco Naturale Adamello-Brenta da sud-est ed inoltre è la sede delle "Regole Spinale e Manéz", antica comunanza agraria, a somiglianza degli usi civici, che interessa anche i paesi di Preore e Montagne, ora facenti parte dello stesso Comune.

Preore è sito sulla sinistra orografica del Sarca, ai piedi del Monte Àmolo (m 1332). Tra le attività economiche maggiori si segnalano quelle relative alla troticoltura, alla lavorazione dei metalli e del legname. Pur non essendo certa l'etimologia di Preore, si ritiene che derivi dal latino prae: ore; prae - davanti, dinnanzi; ore - bocca, apertura, entrata. Quindi località posta all'imboccatura della "Scaléta", oppure davanti al Passo del Durone.
Ha un notevole passato storico poiché, nel XV sec., con l'antico nome di Mondrone, era la località più importante della vallata. Fu sede del Vicario del Principe Vescovo per le Giudicarie e sede del tribunale che con competenza venne trasferita a Tione. La vicinia di Preore a quel tempo comprendeva gli attuali Comuni di Preore, Ragoli e Montagne.
A Preore ebbe i natali il prof. Filippo Serafini (1831-1897), insigne studioso di diritto romano, che insegnò nelle Università di Pavia, Bologna, Roma e Pisa e fu senatore del Regno d´Italia. Molti i suoi scritti giuridici. Sulla casa natale due lapidi ricordano la sua opera.

Territorialmente la zona di Montagne fa parte della dorsale del gruppo di Brenta e, più precisamente, del sottogruppo Sabión-Tóv. E´ una catena montuosa di quote modeste, particolarmente ricca di boschi, prati e punti panoramici. La vetta più elevata è il Dòss del Sabión, storico belvedere raggiungibile anche con impianti di risalita da Pinzolo.
La dorsale, scorrendo verso sud, dopo il classico terrazzo di Malga Movlina, dà origine alla seconda elevazione del gruppo, il Monte Tóv, punto culminante della Valle di Manéz. Il superbo punto panoramico del Tóv è collegato ad una diramazione che va ad esaurirsi con la Cima Durmónt, nei pressi del Passo Daone, mentre lo spartiacque principale termina in prossimità di Ragoli, con le ultime pendici del Monte Scàricle.
I luoghi della Valle di Manéz ben si prestano a comode e riposanti passeggiate, offrendo all'escursionista itinerari di cresta con inedite vedute sul circondario. La zona della Val Manéz, inclusa interamente nel territorio di proprietà della "Regola di Spinale e Manéz", comunità sorta nel 1377 e che amministra tutt'oggi il patrimonio indiviso dei prati, boschi, beni immobili con destinazione sociale dei proventi, è parzialmente inserita anche nel Parco Naturale Adamello Brenta.
Montagne è formata dai tre storici abitati di Cort, Larzana e Binio, posti rispettivamente a 825, 1004 e 1079 metri. Le case delle tre frazioni, allineate su terrazzamenti in posizione soleggiata, hanno tutti i caratteristici elementi dell'architettura montana giudicariese. Il paese, disertato dal flusso turistico di massa, è discreto, solitario, ben esposto al sole e invita a riposanti soggiorni in un ambiente praticamente intatto. Al turista non offre le classiche strutture della vacanza, ma può costituire base di partenza per suggestive passeggiate in ombrose abetaie e lungo verdi prati, o più impegnate escursioni alpinistiche. La relativa vicinanza con il fondovalle e le contigue località di soggiorno possono, in qualche modo, sopperire ed integrare la mancanza di un'offerta turistica globale.
Superato il paese di Montagne, dopo l'abiato di Binio, proseguendo lungo la strada provinciale proveniente da Preore, si giunge in macchina al Passo Daone (m 1300), dove si trova un albergo/rifugio con possibilità di ristoro e pernottamento. Il passo è un luogo ideale per passeggiate nel bosco, raccolta funghi, escursioni. La strada asfaltata continua e scende in Val Rendena, a Fisto (Spiazzo).

Municipio: Fraz. Ragoli - Via Roma n. 4/a
Tel. 0465/321133 - Fax 0465/322457
info@comunetreville.tn.it
www.comunetreville.tn.it
Sindaco: MATTEO LEONARDI
Feste patronali: 22/7 S. Maria Maddalena (Preore), 26/7 S. Anna (Péz), 27/7 S. Faustino (Ràgoli), 24/8 S. Bartolomeo (Montagne), 28/8 S. Agostino (Coltura),
Il Comune è stato istituito con decorrenza 1° gennaio 2015 dalla fusione dei Comuni di Bersone, Daone e Praso.

Daone è uno dei paesi più antichi delle Giudicarie (vi fu rinvenuto un elmo etrusco ed un frammento di ascia in pietra), posto in un luogo riparato, al limite della coltura della vite, in una zona ricca di castagni. E' posizionato all'imbocco dell'omonima valle, che si insinua sino alle pendici del Gruppo dell'Adamello, in uno scenario di grande suggestione, con innumerevoli cascate che in inverno diventano “pareti di cristallo” e costituiscono campi di gara per coloro che praticano scalate su ghiaccio.
Proprio nella Valle di Daone sono sorte negli anni '50 le monumentali dighe di Boazzo e Bissina, che convogliano verso le turbine le acque del fiume Chiese. La diga di Bissina, che sorge a quota 1788 metri, ha una capacità di 60 milioni di metri cubi d'acqua, un'altezza di 87 metri e si sviluppa su una lunghezza di oltre mezzo chilometro. Proprio sulla maestosa diga è stato allestito recentemente un percorso di arrampicata libera ed in estate si tiene un meeting al quale partecipano i migliori specialisti del settore.
La parrocchiale di S. Bartolomeo è assai antica (è ricordata a partire dal 1008). Nel XIV secolo il suo portico era sede delle assemblee comunitarie. L'attuale edificio è di elegante fattura secentesca e nel luminoso interno si trovano la pala della Madonna con Bambino e i Santi Lorenzo, Francesco e Carlo Borromeo opera di Palma il Giovane. Di un buon autore secentesco è la pala della Madonna con Bambino e le Sante Domenica e Caterina. La pala della S. Famiglia è di Diodato Massimo. I due altari lignei del XVII sec. sono da attribuirsi a scuola locale, mentre di provenienza bresciana è invece l'elegante cassone settecentesco dell'organo, che accoglie uno strumento costruito da A. Aletti nel 1928.
Sulla piazza del Municipio è conservato l'enorme tronco di abete bianco (Avèz de Boàz) trasportato dalla piana di Malga Boazzo, nella Valle di Daone, nell'autunno del 1955 e trattato chimicamente per la conservazione della corteccia. Ha un circonferenza di metri 8,40, un diametro di m 2,70 e conta circa 700 anni. Fu abbattuto, assieme ad altri superbi esemplari di conifere della selva di Boazzo, a seguito dei lavori idroelettrici che trasformarono la conca in un grande serbatoio idroelettrico, privando però Daone di una delle sue più belle foreste.

Praso è posto sulla strada che porta nella Valle di Daone. La parrocchiale di S. Pietro sorge al margine orientale del paese con la larga piazza dinanzi e in vista della conca della Pieve di Bono; è di origine medievale, ricostruita nel XVII secolo in stile barocco.
Da Praso, per una stradina tra i campi, si raggiunge l'abitato semiabbandonato di Sevrór (786 m), ai piedi del dosso del castello. Su un verde rilievo la chiesa di S. Rocco, della quale si ha notizia nel 1530, ma che fu rimaneggiata nel XVIII secolo. Presenta una facciata barocca ed un piccolo campanile che ospita una campanella. L'altare accoglie un'artigianale pala dei S.S. Rocco e Sebastiano con la Madonna e Bambino di un certo Faletti (1851). La cupola del presbiterio è adornata da affreschi settecenteschi tra eleganti stucchi. Il villaggio è composto da poche case che conservano la precisa lezione architettonica delle Basse Giudicarie: basamenti di pietra, portali di granito, inferriate di ferro battuto, porte con sovrastrutture lignee, tetto a due spioventi di “scàndole”. Sevrór è stato risparmiato dalla prima guerra mondiale, mentre gli altri paesi della valle sono stati praticamente distrutti e poi ricostruiti con edilizia all'italiana, interamente in muratura, con tetti a quattro spioventi.
Le selve dei luoghi furono colonizzate da gente venuta da fuori per fare i carbonai, i quali fondarono pure Merlino. Le poche case che compongono l'abitato conservano le strutture architettoniche tipiche della Val del Chiese.

Bersone sorge in amena posizione soleggiata, composto dai due nuclei abitati di Formìno e Bersone, con al centro la parrocchiale dei S.S. Fabiano e Sebastiano, di origine medievale, menzionata nel 1537, rifabbricata nel secolo XIX in stile neoclassico (consacrata nel 1867 e restaurata dopo la prima guerra mondiale), con un pesante atrio a pilastri e fiancheggiata dal campanile di granito che reca la data del 1851. L'interno ha forme neorinascimentali. La pala secentesca di S. Sebastiano è riposta in una grande ancona marmorea barocca, murata nell'abside, dietro all'altar maggiore, della stessa epoca. Le due tele ai lati del presbiterio raffigurano scene di S. Sebastiano; notevoli il pulpito e la cantoria di legno scolpito (XIII sec.).
Numerose tradizioni assai significative erano legate alle feste religiose e, di riflesso, allo svolgersi delle stagioni. Per la processione della sera di Ognissanti il cimitero veniva illuminato con lumini tratti da gusci di lumache, mentre, sulla Croce di granito (ora dotata di una sovrastruttura di ferro battuto che regge quattro lampade), veniva realizzata una zucca intagliata a teschio con una candela dentro. Il Venerdì Santo si seminavano gli orti (usanza comune alle Giudicarie), mentre il Sabato Santo, quando venivano slegate le campane, si battevano con bastoni il tronco degli alberi da frutto, onde propiziare un buon raccolto.
Il vecchio nucleo di Bersone (m 610) ha mantenuto la forte urbanistica giudicariese; è allargato su di un terrazzo morenico attorno alla piazza con la grande fontana di granito; ha case massicce, inferriate di ferro battuto, portali di granito, i soliti androni e qualche superstite sovrastruttura lignea.
Oggi l'attività prevalente è costituita dall'edilizia e dall'artigianato del legno. Da segnalare il Museo della Guerra, che raccoglie molte testimonianze del 1° conflitto mondiale che si combatté sulle vicine montagne dell'Adamello, anche oltre i 3.000 metri di quota.

Municipio: Via Lunga 13 - Fraz. Daone
Tel: 0465.674064
Fax: 0465.674957
segreteria@comune.valdaone.tn.it
www.comune.valdaone.tn.it
Sindaco: Ketty Pellizzari
Frazioni: Bersone, Daone, Praso
Feste patronali: 20/1 S.S. Fabiano e Sebastiano e 8/9 Natività di Maria a Bersone; 24/8 S. Bartolomeo a Daone; 29/6 S. Pietro a Praso.